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L’Umanesimo


L’Umanesimo nasce nel Trecento ed arriva al suo massimo splendore nel Quattrocento, a Firenze, intorno alla figura di Lorenzo il Magnifico che con il suo mecenatismo rende possibile la diffusione delle arti e delle nuove idee.
Esso si fonda su due concetti fondamentali:
2) l’interesse e l’amore per la cultura classica
3) lo spirito laico che non rifiuta il rapporto con Dio ma che vive tale rapporto in modo più libero. La ragione umana viene posta al di sopra di tutto e tutto viene sottoposto all’esame della critica Questo, tuttavia, non esclude la religiosità che si concretizza soprattutto nell’amore verso Gesù Cristo
Veramente, la religiosità e l’amore per i classici erano presenti nei chierici del Medioevo, benché in modio diverso; essi erano soliti accostarsi ai testi sacri, spesso copiati dagli amanuensi con degli errori, come si trattasse di una reliquia e quindi senza alcun spirito critico. L’ammirazione per la cultura classica comincia a concretizzarsi con la ricerca dei manoscritti, cioè dei testi sacri e classici, rimasti da secoli nei conventi a disposizione dei soli monaci, come fece Petrarca, e con la ricerca delle sculture greche, sepolte sotto le rovine dei palazzi romani. Tutto questo anima il desiderio di imitare le opere classiche e di superare gli stessi modelli.
Lo spirito laico sta alla base dello studio e della ricerca del significato originale dei testi che conduce alla nascita della filologia, intesa come amore per la parola. Un esempio ci è dato da Lorenzo Valla che dimostra la falsità della Donazione di Costantino in quanto la lingua adoperata era posteriore all’età di Costantino e piuttosto risalente al IX secolo dopo Cristo. Ma per studiare direttamente i testi è necessario conoscere le lingue antiche: latino, greco ed ebraico ed anche l’arabo. Utile per avvicinarsi ai testi che, col tempo, erano stati tradotti dal greco.
Lo spirito laico, incentrato sulla ricerca, sulla conoscenza e sul libero arbitrio pone l’ essere umano al centro dell’universo di cui è simbolo l’uomo di Vitruvio. La nuova concezione dell’uomo di Pico della Mirandola è molto significativa a questo proposito. Fondamentale è la frase che egli fa pronunciare a Dio nel momento della creazione: “Non ti ho fatto celeste, né terreno, né mortale, né immortale, perché, di te stesso libero e sovrano artefice tu ti plasmassi e ti scoprissi nella forma che avevi prescelto”: Viene quindi esaltata la figura dell’uomo intorno a cui tutto ruota e che è artefice di se stesso. Da questo concetto è derivata la parola Umanesimo.
La presa di coscienze della libertà e dello spirito critico, crea nell’uomo la convinzione di essere in grado di mettersi in contatto diretto con Dio, di poter vincere ogni ostacolo e di essere capace di realizzare ogni progetto. In questo senso, Leonardo da Vinci può essere considerato il perfetto umanista perché geniale in tutte le discipline ed eccellente in tutte le arti: pittura, scultura e architettura. Le nuove idee si diffondono grazie all’invenzione della stampa ad opera di Joham Gutenberg che nel 1455 pubblica la prima pagina della Bibbia stampata su carta. La cultura diventa così alla portata di tutti e non riservata solo ai ricchi che aveano le disponibilità finanziaria tali da poter entrare in possesso di un codice copiato da un amanuense.
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