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Umanesimo e Rinascimento

Il periodo che va dal XV al XVI secolo è denominato umanesimo. Umanesimo è il termine utilizzato per delineare una corrente letteraria, gli ideali di questa corrente saranno chiamati rinascimento.
Dal 1348 c'era stata la peste in Europa e aveva provocato dei cambiamenti, come la nascita di alcune istituzioni statali. In Francia c’era la guerra dei 100 anni che aveva rafforzato il sentimento nazionale, quindi il re era più potente. In Inghilterra c’era la guerra delle due rose che si era conclusa con la vittoria di Enrico VII, quindi anche qui si era affermata l’autorità del re.
Questa situazione aveva favorito la formazione degli stati nazionali, a differenza dell’Italia divisa in tanti stati regionali perché il re non aveva un proprio esercito, non c’era una lingua unica e non c’era un potere assoluto. I grandi feudatari avevano riunito sotto il loro potere molte aree geografiche italiane e ogni area aveva un esercito, una lingua propria e voleva essere più potente degli altri.
Si aveva in questo periodo una concezione di vita più laica che religiosa dove da una concezione teocentrica (al centro della vita c’è Dio) si passa a una concezione antropocentrica (al centro della vita c’è l’uomo).
Nel Medioevo c’era un distacco dalla classicità per affrontare la tematica di Dio, mentre ora gli intellettuali vogliono riprendere la classicità, quindi [si ha una nuova concezione di vita attraverso la riscoperta dei classici.
Gli intellettuali erano persone come Petrarca e Boccaccio che, attraverso i loro viaggi, venivano a conoscenza di testi classici che la chiesa non avesse bruciato a causa del loro contenuto eretico. Nasce quindi la filologia (amante della parola) cioè la ricostruzione delle parti rovinate dei libri antichi.
Nel Medioevo la lingua più diffusa era il volgare, mentre il latino veniva usato dalla chiesa per dare un carattere tecnico alle opere più importanti che perciò venivano lette solo dai più colti.
I letterati sentivano bisogno di un cambiamento e quindi iniziarono a riunirsi in accademie dove si riscoprì la concezione della scuola: se durante il Medioevo la scuola era all’interno della chiesa e si studiava il latino, ora era più libera, basata sulla riflessione e il confronto. Si ribalta quindi il rapporto tra il maestro e il giovane, che è ora al centro del discorso educativo.
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