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Guicciardini


Guicciardini nasce a Firenze da una famiglia ricca e nobile e subito acquisisce la fama di uomo severo ed incorruttibile. Egli comincia la stesura del "dialogo del reggimento di firenze" ed assume l’incarico di commissario generale. Si ritira poi a roma, dove scrive le "considerazioni intorno ai ‘discorsi’ di Machiavelli".
Nel 1540 si dedica poi alla stesura de ‘la storia di italia’.
Guicciardini inizia poi a scrivere ‘i ricordi’, una serie di riflessioni e massime che dedicò ai nipoti, ma che poi diventeranno vere e proprie riflessioni filosofiche. Essi sono principalmente dedicati alla meditazione sulla natura degli uomini e della società. I ricordi hanno una stesura non sistematica e danno inizio ad un nuovo genere letterario: il libro di pensieri ed aforismi. I ricordi sono una delle riflessioni più approfondite della crisi del 500.

Delle pagine dei trattati dell’epoca infatti affiora la coscienza di una violenza della storia di cui si prende atto pessimisticamente con un velo di inquietudine. Guicciardini accentua l’attenzione ai dati della realtà ed i ricordi assumono il tono di un’indagine sulle questioni centrali della condizione umana. È necessario inoltre affidarsi alla discrezione. L’autore dei trattati inoltre è considerato uno sconfitto che trova nell’esercizio dell’intelligenza un riparo dalla disperazione e dall’apatia. Un’altra opera di grande rilievo è la storia d’italia che narra la precisa ricostruzione dei fatti e dei nessi delle vicende che riguardano l’italia dal 1494 al 1534.
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