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I Ricordi


I ricordi sono una raccolta di brevi riflessioni, che Guicciardini compone e modifica nell’arco di vent’anni, precisamente dal 1512 al 1530. Guicciardini non si limita ad aggiungere, ma egli modifica ed elimina anche delle parti consistenti di testo poiché egli cerca continuamente di semplificare la sintassi al fine di rendere il discorso più fluido.
Il titolo non è stato dato all’opera dall’autore, fu infatti un’invenzione postuma. Guicciardini raccolse i suoi pensieri per circa vent’anni, ma lo scrittore non volle mai pubblicarli. Furono stampati per la prima volta a Parigi nel 1576. Il termine Guicciardini raccolse i suoi pensieri per circa vent’anni, ma lo scrittore non volle mai pubblicarli. Furono stampati per la prima volta a Parigi nel 1576. Il termine “Ricordo” può avere in realtà due significati: nel primo caso questo titolo può indicare qualcosa che è degno di memoria, nel secondo caso può indicare un consiglio o un insegnamento. Si tratta infatti di brevi testi che nascono da situazioni particolari e concrete, delle situazioni che meritano di essere ricordate. Guicciardini dedicò vari anni della sua vita non solo alla scrittura ma anche ad attività politiche e diplomatiche. I “ricordi” non formano un trattato organico. Essi si trovano al confine tra due generi letterari: quello della memorialistica familiare da un lato e quello della tradizione dell’aforisma dall’altro. Le ricordi non è dunque possibile trovare in un unico filo conduttore si possono però isolare alcuni temi ricorrenti come: lo studio della storia, la religione , La discrezione e la vita politica.
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