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Dalle Rime d'amore,CCXXXII


Si nutre di dolore e di pianto.
Se ’l cibo, onde i suoi servi nutre Amore,
è ’l dolore e ’l martire,
come poss’io morire
nodrita dal dolore?
IL semplicetto pesce,
che solo ne l’umor vive e respira,
in un momento spira
tosto che de l’acqua esce;
e l’animal, che vive in fiamma e ’n foco,
muor, come cangia loco.
Or, se tu vòi ch’io moia,
Amor, trammi di guai e ponimi in gioia;
perché col pianto, mio cibo vitale,
tu non mi puoi far male.

Parafrasi


Nutrirsi di dolore e di pianto.
Se Amore dà come cibo ai suoi servi
il dolore e il martirio
come posso io morire,
nutrita di dolore?
Il pesce, senza intelligenza,
che vive e respira solo nell'acqua,
muore subito appena esce dall'acqua;
l'animale che vive nella fiamma e nel fuoco, muore non appena cambia ambiente.
Se tu vuoi che io muoia,
Amore, portami via dalle sofferenze e dammi la gioia;
perché non mi puoi fare male con il pianto,
che è il cibo che mi dà la vita.

A cura di Suzy90.

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