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Pessimismo Leopardiano

Nella vita di Giacomo Leopardi troviamo tre tipi di concezioni pessimistiche, che hanno una progressione, ma non nelle sue opere.
1)Pessimismo personale o soggettivo
Nasce in lui e hanno influito il suo ambiente familiare e Recanati. Egli all'età di venti anni si sente stanco e vecchio.
2)Pessimismo storico o progressivo
Si rifà alle ide di Rousseau. Secondo Leopardi l'uomo era felice alle origini; da quando ha cercato di liberarsi da questo stato di ignoranza ed utilizzare la ragione, è diventato infelice, poiché ha scoperto il male ed il dolore. La storia dell'uomo è definita da lui il regresso e non il progresso.
3)Pessimismo cosmico o universale
In questa fase, secondo il parere del poeta, l'infelicità e il dolore coinvolgono tutti, sai animali sia uomini. L'unico bene che ci rimane è quello di conservare la propria dignità, sopportando questo dolore. Egli, tuttavia, condanna severamente il suicidio perché:

1)l'uomo ha dentro di se il sito di conservazione che lo tiene legato alla vita;
2)l'uomo ha il senso di solidarietà poiché tutti insieme possiamo sopportare e superare questo dolore.
I critici lo definiscono un classico- romantico perché egli ebbe una formazione classica, e questo si nota dalle sue opere, e romantico per il suo modo di esporre le idee.

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