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Rapporto di Leopardi con gli altri fratelli


Giacomo(1798) è il primo di tanti fratelli, alcuni morti prematuramente.I figli sopravvissuti alla crudeltà della natura sono quindi Giacomo, Carlo(1799) e Paolina(1800).
Loro vivono un'infanzia molto allegra, giocano nei giardini, giocano a battaglie romane, Giacomo racconta loro lunghe e originali storie, attese con ansia dai fratelli.Giacomo ha una sorta di funzione di dittatore, è lui che sceglie che cosa fare durante la giornata, inscenando anche dei teatrini.Emerge in questi anni la componente scherzosa di Giacomo infatti in questi teatrini chiama la sorella Paolina "don Paolo".Questa componente emerge anche nella "Lettera alla befana"(1810) in cui utilizza un linguaggio abbastanza scurrile(ad es. piscio).

Rapporto con Carlo


Tra loro vi è un rapporto molto forte, loro parlano di donne senza mezzi termini.Giacomo lo definisce un altro se stesso.Quando Carlo si sposa, però, il suo matrimonio non è accettato positivamente dalla famiglia e quindi i rapporti tra i due fratelli di freddano un po.

Rapporto con Paolina


Tra loro vi è lo stesso un forte rapporto, a lei dedica la prima delle Grandi Canzoni(1821-22):"Nelle nozze della sorella Paolina" e anche altre lettere.Lei assiste Giacomo nel momento in cui il fratello avrà problemi di vista, facendo da copista e lettrice per lui.
Paolina è la figura emblematica della donna colta dell'800, è stata una delle prime giornaliste italiane.Paolina però vive chiusa dentro casa, non esce mai, vivendo una situazione peggiore di quella di Giacomo in quanto sottoposta ad una disciplina maggiore rispetto ai fratelli.L'unico ambito in cui la donna è libera è quello della lettura: legge più di 2000 libri(lo sappiamo da un elenco scritto da lei stessa, come i fratelli).Lei ben presto, dai 30 anni, vede la sua famiglia morire e rimane orfana a 50 anni.A 60 anni finalmente esce da Recanati, visitando le città visitate dal fratello Giacomo; lei muore infatti fuori dal borgo natio.

Adelaide Antici


Lei proviene da una casata aristocratica e la sua abitazione si trova vicino a quella di Monaldo. Adelaide è una donna molto religiosa(infatti aveva un carattere sensibilissimo così come il suo primogenito, il quale soffre per il mancato affetto da parte della madre), amministra la casa ed è molto rigorosa(controlla di persona l'operato dei contadini, usa un cerchietto per misurare la dimensione delle uova e in base a ciò decide la qualità) e tradizionalista; deve far fronte alla difficile situazione economica a causa dei numerosi acquisti del marito, cercando di salvare le finanze della famiglia.Lei è vista in modo negativo dai figli, era contenta delle disgrazie delle sue creature.Giacomo in una lettera indirizzata alla madre, spedita da Roma il 22 gennaio 1823, la informa della sua permanenza a Roma e le chiede di volergli bene e firma scrivendo: "suo figlio d'oro".Carlo scrive di lei che il suo abbraccio si esprimeva in uno sguardo.Quindi lei è il volto della natura anche se si prende cura di loro personalmente(no balie), curando la loro igiene e le loro malattie; la camera sua e quella di Monaldo era vicina a quella dei figli.

Monaldo Leopardi


Monaldo è un padre affettuoso e attento ai suoi ragazzi e alla loro educazione, sostenendoli con amore ed energia(soprattutto con Giacomo).Egli è cattolico e reazionario politico anche se permette la vaccinazione dei figli contro il vaiolo(azione illuminista), era quindi anche abbastanza moderno e per questo viene criticato.
Il rapporto con il suo primogenito è molto profondo: Monaldo lo sostiene molto e loro sono uniti dalla curiosità verso le cose e dalla curiosità verso il progresso.Monaldo però è anche abbastanza severo, infatti nelle storie raccontate da Giacomo vi è una costante: una figura tirannica ma allo stesso tempo buona.
Quando il figlio si ammala Monaldo mette in atto una sorta di iperprotezione verso di lui.Nello Zibaldone Giacomo parla del coraggio dicendo "tale era io verso mio padre", perchè lui voleva ribellarsi nei confronti del padre ma allo stesso tempo ne era dipendente, infatti il figlio sentiva il bisogno di guardare gli occhi del padre per stare bene.Alla fine della sua vita Giacomo si riferisce al padre dicendo "caro papà" mentre agli inizi della sua vita si riferisce ad egli dicendo "signor padre".

Rapporto tra Monaldo e Adelaide


Monaldo, dopo un primo matrimonio andato a monte(paga, infatti, una ingente somma per scioglierlo) sposa Adelaide, di cui è profondamente innamorato.Anche la donna prova un forte sentimento verso il marito, infatti, dopo un lungo periodo lontana dal marito(a causa della permanenza di lui a Roma), non appena lo rivede sviene dall'emozione.
>Biblioteca casa Leopardi
Inizialmente Monaldo riempie di 1000 volumi il suo studio ma successivamente allarga il patrimonio della famiglia costruendo piano piano la grande biblioteca che è oggi.
La biblioteca odierna è composta da circa 25.000 volumi(costati cari alle finanze della famiglia) catalogati a mano dai figli ed è dedicata ai figli, agli amici e ai concittadini.Lui la apre alla città ma pochi la visitano perchè comunque sia la cultura di Recanati era relativamente bassa.Monaldo acquista anche libri proibiti(dovevano essere tenuti dietro una grata) perchè pensa che la cultura sia filtrata dal buon senso(?).Riesce a farli leggere ai propri figli e anche a Paolina.
Sulla soffitta vi è la rappresentazione di una donna severa appoggiata ad una montagna(dialogo natura e islandese)
La biblioteca è il luogo di formazione di Leopardi, il quale spostava un tavolino da una parte all'altra della stanza in base alla luce e in base alla materia studiata.

Programma educativo familiare


Dal suo studio Monaldo dirigeva gli studi dei figli.Da gennaio-febbraio faceva fare ai propri figli dei saggi in casa sua, si trattava di gare nelle quali i figli venivano esaminati e ovviamente era sempre Giacomo il vincitore.Il fine di queste gare era quello di stimolare la conoscenza, la memoria e anche la competizione tra i fratelli.
I precettori dei figli sono stati 3:
-Don Giuseppe Torres(precettore anche di Monaldo) il quale però ne sapeva poco.
-Don Sebastiano Sanchini il quale però non sapeva molto bene il latino.
-Don Vincenzo Diotallevi il quale era un bravo precettore, faceva fare loro anche esercizi di ginnastica ecc..
I 3 figli erano posti in fila indiana: Giacomo per primo poi Carlo e Paolina.
Giacomo faceva i compiti anche per gli altri 2.

Studio di Giacomo


Verso i 12 anni si emancipa dai precettori e studia da solo.
Traducendo, con l'aiuto della Bibbia Poliglotta, la Bibbia dal latino al greco acquisisce la padronanza di quest'ultima e anche dell'ebraico.Lui si appassiona alle lingue ancor prima di appassionarsi alla poesia, amava i dizionari perchè loro si rifanno alla natura, affermando che la lingua è il sangue dei popoli.Sapeva latino e greco e quest'ultima lingua era sconosciuta al resto dei familiari infatti alcune frasi dello Zibaldone sono in greco proprio per non farsi capire.Considera il greco la lingua più importante perché rappresenta l'antichità e il periodo aureo.
Conosce lo spagnolo, l'inglese e il francese, lingua che gli risulta difficile in quanto gli ricorda la razionalità e la modernità e in quanto lingua che ha mantenuto poco le proprie radici.Secondo lui la lingua deve si progredire(non deve fermarsi al 300 come dicono i puristi) bisogna però che sia sempre legata alla propria radice, la lingua deve ricordarsi della vita passata.
Compie studi anche in ambito scientifico perché comunque l'uomo è un animale e studia anche la storia dell'astronomia.
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