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GIACOMO LEOPARDI

Giacomo Leopardi è un poeta romantico atemporale, poiché matura una concezione poetica contrastante con quella romantica.
Inoltre, con le sue opere, trasmette messaggi attuali e invita l’umanità a prendere atto della miseria dell’uomo senza rinunciare alla riconquista di dignità fondata sulla conoscenza del vero. Per questo motivo è anche considerato un autore moderno e originale.

Leopardi cerca di dare un senso all'insensatezza e afferma che “se la vita è un deserto bisogna cercare di ricostruire un sistema di valori”.
La crisi quindi non deve cancellare la responsabilità dell’uomo e deve imporgli il dovere di dare un significato a un mondo che non sembra avere più un senso.

La vita di Leopardi può essere suddivisa in tre momenti fondamentali. Dopo sette anni di studio matto e disperatissimo presso la biblioteca paterna, Leopardi si dedica all’attività letteraria.

Nel 1817 le opere constatano che in Leopardi avviene una conversione filosofica, basata sul rifiuto del cristianesimo e la riscoperta di un principio illuminista: il materialismo. Nel 1819 infine la poetica leopardiana subisce una conversione poetica.
Il pessimismo è l’aspetto filosofico che caratterizza tutto l’evolversi del pensiero di Leopardi, assumendo nel tempo connotazioni diverse. Infatti, si possono distinguere tre fasi della poetica leopardiana, caratterizzate da tre concezioni diverse del rapporto dell’uomo con la natura.
Durante la fase del pessimismo storico, Leopardi ritiene che lo sviluppo del sapere razionale ha negato a tutti gli uomini di creare delle illusioni e pertanto solo gli antichi hanno conosciuto la felicità.
La natura, in questa fase, è considerata ancora benigna perché ha fornito all’uomo l’immaginazione che non potrà utilizzare, perché la ragione ha smascherato il mondo illusorio.
La seconda fase coincide con il pessimismo cosmico, in cui la Natura inganna l’uomo ed è considerata l’unica colpevole dei suoi mali. Infatti la natura, mettendoci al mondo, ha fatto sì che in noi nascesse il desiderio del piacere infinito, senza però darci i mezzi per raggiungerlo. Pertanto l'infelicità è connaturata alla stessa vita dell'uomo, destinato quindi a soffrire per tutta la durata della sua esistenza.
Infine Leopardi prende coscienza del dolore degli uomini, delle illusioni e degli inganni della natura, utili a rendere la vita un po’ meno indegna di essere vissuta; dunque l’uomo reagisce eroicamente, tentando di lottare contro il suo destino e pertanto questa fase coincide con il pessimismo eroico.

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