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Il pessimismo cosmico

La poesia della rimembranza e dell’acerbo vero
Tra i Piccoli idilli e i Grandi idilli, Leopardi vive alcune fondamentali esperienze: si allontana da Recanati e amplia le relazioni sociali, con la deludente esperienza romana, incontra Giordani e si innamora di Teresa Malvezzi e frequenta gli intellettuali dell’Antologia.

Ripresa della creazione poetica
In questo nuovo contesto, la fonte prima del sentimento poetico è ancora la rimembranza, dolce e dolorosa. Alla dolcezza del ricordo si unisce però la consapevolezza del presente e delle illusioni giovanili perdute.
Per questo i Grandi idilli hanno immagini liete, create dalla memoria, ma accompagnate dall’acerbo vero, di un sistema filosofico fondato su un pessimismo assoluto, detto pessimismo cosmico.

Vita paesana e “piacer figlio d’affanno”
Quadri di vita paesana e motivi paesaggistici aprono La quiete dopo la tempesta: viene rappresentata la teoria del piacere, come svela la strofa conclusiva: il piacere non ha una qualità positiva e quello che pare un dono della natura agli uomini è solo una pausa momentanea dal dolore (la ‘quiete’ dopo la ‘tempesta’).

Magia del paesaggio e rimpianto della giovinezza
Il passero solitario parla della solitudine giovanile: da una torre un passero canta e il poeta si immedesima in lui, perché anche lui non partecipa alla vita gioiosa e all’amore a cui si dedicano i ragazzi del borgo durante la festa e sa che un giorno rimpiangerà la giovinezza che non ha saputo godere.

Quadro idillico e accorato pessimismo
Il sabato del villaggio afferma che il piacere non è mai attuale, ma futuro o passato. E’ incentrato sulla felicità del sabato, che risulterà vano quando la domenica arriverà con la noia e il pensiero del lunedì.
Nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia subentra l’interrogarsi dell’uomo sul significato dell’esistenza. Un pastore domanda alla silenziosa luna quale senso possa avere la sua vita, monotona e quale senso abbia la vita dell’uomo, che incomincia già nel dolore della nascita e si conclude nel nulla della morte. Non ci sono risposte alle sue domande. Forse, si chiede l’uomo, sarebbe stato più felice se fosse nato uccello, ma viene subito respinta perché tutti gli esseri viventi sono condannati a compiere un viaggio senza senso in un universo indifferente e ostile.

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