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Dialogo della Natura e di un Islandese


Opera numero 12 delle “Operette Morali” nella quale si esprime al meglio il Pessimismo Cosmico. È scritta sotto forma di dialogo tra la Natura e un Islandese, scelto da Leopardi perché proviene da una terra fredda e inospitale e capì che l’uomo non potrà mai essere pienamente felice, cos’ iniziò a girare il mondo per non soffrire. Trovò però in ogni Paese qualcosa per cui soffrire. Un giorno arrivò al centro dell’Africa, in un posto in cui non vi fu mai stato nessun essere umano, e vide una donna gigantesca appoggiata al fianco di una montagna.
Ella ebbe gli occhi e i capelli nerissimi, metà faccia bellissima e metà terribile. Chiese all’Islandese chi fosse e cosa ci facesse in quel posto. Egli rispose che scappava dalla Natura (sofferenza). Lei disse che finì nel posto sbagliato perché era lei colei da cui egli stava scappando e le chiese perché scappasse da lei. L’Islandese le disse che ebbe capito che gli uomini sono stupidi perché combattono di continuo per essere felici ma più fanno così e più si allontanano dalla felicità. Per questo decise di vivere senza avere la speranza di essere felice, si accontentò solo di non soffrire.
Dopo che raccontò tutte le sue avventure alla Natura, ella gli disse che sbagliava se pensava che il mondo fosse stato creato per gli uomini. Tutto ciò che lei fa lo fa senza pensare di aiutare o far soffrire l’uomo, lo fa e basta. Potrebbe anche estinguere la razza umana e non se ne accorgerebbe neanche.
L’Islandese le chiese perché lo fece nascere in quel posto, lui non aveva chiesto di nascere. E poi disse che ormai l’uomo viveva sulla Terra e quindi la Natura avrebbe dovuto preoccuparsi di più per farlo stare bene come farebbe un buon padrone di casa con un ospite. La Natura disse che dimostrò di non aver capito che la vita sulla Terra è un continuo crearsi e distruggersi di materia e se tutto ciò dovesse fermarsi, il mondo smetterebbe di esistere. L’Islandese le chiese allora chi guadagna da questa continua distruzione: chi è distrutto soffre e chi distrugge non gode.
Mentre i due conversarono, alcuni dicono che arrivarono due leoni affamati che ebbero giusto la forza di mangiare l’Islandese e poi si riposarono su una roccia. Altri invece dicono che una tempesta di sabbia seppellì l’Islandese, il quale fu ritrovato molti anni dopo da degli esploratori e ora si trova in qualche museo nel mondo.
Leopardi demolisce la teoria dell’antropocentrismo perché l’uomo è solo materia sottoposta ad un continuo meccanismo di creazione e distruzione dovuto al caso.
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