MiK194 di MiK194
Habilis 2838 punti

Dialogo di un Islandese e della Natura

Per ciascuna delle tre fasi, Leopardi elaborò delle opere, in cui mette in evidenzia il pessimismo e il rapporto dell’uomo con la natura.
In particolare, le Operette Morali sono un opera della fase del pessimismo cosmico.

Scritta tra il 1824 e il 1832, l’opera è composta da ventiquattro componimenti in prosa, presentati sotto forma di dialogo o di novella.

I temi trattati, oltre al rapporto uomo-natura, sono la potenza delle illusioni, l’infelicità umana e la ricerca del piacere.

Il Dialogo di un Islandese e della Natura è la più importante delle Operette Morali poiché rappresenta una critica aspra alla Natura, che si mostra totalmente indifferente alla sofferenza dell’uomo.

La Natura è descritta come una donna enorme, con il viso bello e terribile e con occhi e capelli neri.

L’Islandese rappresenta l’infelicità dell’uomo e pone domande alla Natura sulla sua esistenza, paragonandola ad un ospite pazzo che costringe colui che ospita a stare in luoghi scomodi e impedendogli di andare via.
Dal Dialogo emerge la cultura cosmopolita di Leopardi, poiché menziona varie località come l’Isola di Pasqua, la Lapponia, i Tropici e l’esperienza di Vasco de Gama.
Questo brano si conclude con un duplice finale, appositamente voluto da Leopardi per incuriosire il lettore, in modo che attribuisse al Dialogo il finale che ritiene più opportuno.
Infatti, l’Islandese viene divorato da due leoni oppure una tempesta ricopre l’Islandese di sabbia, rendendolo una mummia che sarà successivamente portata in un museo per essere analizzata.
Qualsiasi finale il lettore attribuisce all’Operetta, si giunge alla conclusione che l’uomo è considerato un elemento di un ciclo universale di produzione e distruzione.

Hai bisogno di aiuto in Giacomo Leopardi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email