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Biografia di Giacomo Leopardi


Giacomo Leopardi nasce a Recanati nel 1798 da una famiglia della piccola nobiltà marchigiana. Sia il suo paesino di origine sia la sua famiglia giocheranno fin da subito un ruolo fondamentale nella sua vita: infatti Recanati apparteneva a quel tempo allo Stato della Chiesa, ed era quindi un ambiente molto chiuso culturalmente; inoltre la famiglia, non versando in condizione economiche floride, non permise a Giacomo ed ai suoi fratelli di studiare in un collegio, ma a casa con un parroco. In questo modo, non frequentando i suoi coetanei, i giovani di casa Leopardi vivono in solitudine e senza contatti con il mondo esterno. I fratelli di Giacomo però avevano un carattere diverso dal suo, che era fin da giovane predisposto alla malinconia e al pessimismo; l’unico divertimento del giovane Giacomo era infatti passare intere giornate nella biblioteca paterna, trascorrendo circa 7 anni (1812-1819) di “studio matto e disperatissimo”. A causa di questa abitudine però Giacomo è affetto fin da giovane da problemi alla vista e alla schiena.
Anche i genitori influenzeranno molto il pensiero dell’autore. Infatti erano così religiosi da essere quasi bigotti e da non accettare alcun tipo di apertura. La madre Adelaide considerava i figli non come un dono, ma come un dovere imposto dal matrimonio che allontana dalla religione. Il padre invece è una persona molto chiusa e severa, convinto del fatto che i figlio non debbano essere educati con la dolcezza.
Nel 1816, quando viene pubblicato l’articolo di Madame de Stael, Leopardi si schiera a favorire del classicismo. È grazie a questo evento che conosce Pietro Giordani, con il quale inizia una fitta corrispondenza, trovando per la prima volta un amico. Grazie a questa nuova figura, Leopardi inizia non solo a conoscere il mondo esterno a Recanati ma anche a essere sofferente nei confronti della realtà del suo paesino natale. Si accende infatti in lui il desiderio di libertà e di trovare ciò che Recanati non è in grado di dargli. Così nel 1819 tenta di fuggire, ma viene bloccato dal padre; in seguito a questo primo fallimento, Leopardi matura la concezione di pessimismo storico. In questo periodo abbandona la religione, per avvicinarsi ad una concezione materialista. Nel 1822 il padre permette a Giacomo di recarsi a Roma, a casa di parenti. Purtroppo però questo viaggio si dimostra essere una delusione: Roma è una città corrotta e reazionaria. Tornato a Recanati, inizia a viaggiare molto per l’Italia : visiterà città come Firenze, Milano, Bologna e Pisa. Firenze in particolare modo è una città importante per l’autore, è qui che conoscerà Manzoni ma anche la ragazza di cui si innamorerà perdutamente e a cui dedicherà “il ciclo di Aspasia” , ovvero Fanni Targioni Tozzetti. A Firenze inoltre incontrerà anche Antonio Ranieri, con il quale Leopardi instaurerà un’amicizia così profonda che i due andranno a vivere assieme nel napoletano a partire dal 1833. Dal 1836 Leopardi, dato che le sue condizione di salute peggioravano, vive in letto; ma in questo anno compone “La ginestra o fiore del deserto”, che può essere considerato come il suo testamento spirituale. Giacomo Leopardi muore nel giugno 1837.
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