Video appunto: Ungaretti, Giuseppe - Sono una creatura: analisi e significato

Ungaretti - Sono una creatura - Analisi e significato



Analisi e significato



La lirica è stata composta sull’altopiano del Carso nel 1916. In essa, compare il concetto della sofferenza che da esperienza personale del poeta, diventa una sofferenza universale,legata alla condizione esistenziale di tutti gli uomini

La poesia è costruita intorno ad un paragone: da un lato il paesaggio arido e desolato del Carso, teatro di eventi bellici a cui Ungaretti sta partecipando, e dall’altro l’animo del poeta.
Il suo pianto non è visibile perché è ormai diventato soltanto un fatto interno, come l’acqua che nel Carso scorre in profondità della roccia e che all’esterno non si nota. La sofferenza, il dolore e l’orrore provocati dalla guerra hanno trasformato in pietra il suo animo che è diventato insensibile come sono insensibili le rocce del paesaggio tutt’intorno.

Tutta la poesia è costruita su di una similitudine; nella similitudine esistono due termini che sono messi a confronto, chiamati termini di paragone. Di solito il primo termine precede il secondo (es. Il mio pianto è come questa pietra ….). Nella lirica, invece,il secondo termine (la pietra) precede il primo (Il pianto)e questo contribuisce a mettere in primo piano le caratteristiche del paesaggio naturale del Carso.
Nella prima strofa, Il paesaggio è descritto con tutta una serie di aggettivi con valore fortemente negativo (freddo, duro, refrattario, prosciugato, disanimato, senza vita): gli aggettivi sono disposti in ordine crescente di intensità
La seconda strofa introduce il primo termine di paragone, cioè il pianto del poeta che non è esteriorizzato. La pietra assume il valore dello stato d’animo del poeta che da simbolo di aspetto personale del poeta assume un valore universale, valido per tutti gli uomini (tecnica del correlativo oggettivo)
Da sottolineare l’enjambement “totalmente/disanimata: ecco ” accentua, al punto massimo, l’immagine di aridità per la mancanza di acqua (associata di conseguenza alla mancanza di vita) che iene sottolineata anche dalle allitterazioni in d e t.
Nei tre versi finali (“ La morte si sconta vivendo”), il poeta fa una constatazione molto tragica: la morte è assimilata ad una liberazione che si può raggiungere soltanto dopo aver conosciuto in vita tanto dolore
Il tema dominante è quello della guerra e del dolore che ne deriva, come in molte altre liriche. Tuttavia, qui esiste un elemento del tutto nuovo: di fronte la guerra, il poeta-soldato non cerca a tutti i costi di attaccarsi alla vita: egli è diventato insensibile a tanto dolore e non è ormai più in grado di reagire. Infatti, è diventato come una pietra senza vita (= inerte). La lirica termina con un’affermazione molto negativa che trasforma la condizione personale del poeta in condizione universale cioè valida per tutti gli esseri umani