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Ungaretti: S. Martino del Carso


Valloncello dell’Albero Isolato il 27 agosto1916

Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro

Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto

Ma nel cuore
Nessuna croce manca

E’ il mio cuore
il paese più straziato

Parafrasi
Il poèta si trova sul fronte del Carso ed ha davanti a sé il paese di S. Martino ridotto a macerie e di cui non resta altro che qualche pezzo di muro. Di tante persone con cui avevo rapporti affettivi resta ancora meno, neppure dei brandelli, ma nel cuore tutti i ricordi dolorosi sono ben presenti. Per questo, Il mio cuore rimane il paese più straziato

Analisi e commento
San Martino del Carso fa parte della sezione Il Porto sepolto della raccolta l’Allegria. La poesia ci presenta immagini di guerra molto crude: case ridotte in macerie, soldati uccisi dei quali non è rimasto nulla

Il paesaggio è umanizzato perché appare massacrato così come sono stati massacrati i soldati.
L’immagine di un paese distrutto dalla guerra trova una corrispondenza con il cuore del poeta anch’esso distrutto dalla perdita di tanti amici cari.
Il componimento ha una struttura molto semplice con numerosi termini in apparenza poveri dal punto di vista semantico. I versi sono di lunghezza varia e non esister rima. Molto significative sono le pause alla fine di ogni verso (anche se ogni forma di punteggiatura è assente) ed i numerosi spazi bianche, fra una strofa e l’altra. Per afferrare il pieno valore e significato della lirica e soprattutto la tragicità sia interna che esterna delle immagini è necessario procedere ad una lettura ad alta voce.
• Nella prima strofa, le immagini di distruzione riguardano le cose materiali (es. le case di cui non rimane che qualche traccia: il poeta adopera un termine (“brandello”) che più si adatta a persone. Si tratta di una metafora volta ad umanizzare il paesaggio dilaniato come un essere vivente, come dilaniati e annientati sono stati gli amici e commilitoni del poeta.
• Nella seconda strofa ,la distruzione coinvolge i compagni di trincea morti di cui non è rimasto nulla, nemmeno pochi resti in un cimitero. Il termine “mi corrispondevano” non solo implica una relazione di amicizia o di affetto, ma anche di affinità e di solidarietà di fronte al pericolo e all’imminenza della morte.
• Nella terza strofa, il poeta sottolinea che il ricordo di coloro con cui egli aveva avuto un rapporto di affetto non si è cancellato. Anche in questa strofa troviamo un’ analogia: cuore del poeta/cimitero: le croci presenti nel cuore richiamano al dolore causato dal massacro dei commilitoni.
• Nella quarta strofa, il poeta crea un’ analogia fra la distruzione materiale (= S.Martino del Carso) e quella umana (= il suo cuore) e quest’ultima è la distruzione più dolorosa perché i compagni morti non torneranno più in vita, mentre sulle macerie è possibile ricostruire il paese.
Da notare che nella poesia esiste, come in altre, una certa circolarità sia semantica che di immagini: nella prima strofa troviamo l’immagine del “brandello” e nell’ultima quella del “cuore straziato”, una circolarità che dalla visione dell’esterno ci conduce alla visione” dell’intimo” del poeta.

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