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La funzione della poesia

- "Io credo che non vi possa essere nè sincerità nè verità in un'opera d'arte se in primo luogo tale opera d'arte non sia una confessione": le proprie esperienze devono finire nell'opera d'arte, per non renderla un semplice giooc linguistico; la poesia nasce dalle riflessioni sulla propria vita.

- Letteratura e vita sono connesse. La poesia, selezionando alcune esperienze fondamentali, ha il compito di illuminare l'essenza stessa della vita.
La poesia non eve procedere per processi scanditi, come la scienza, ma deve basarsi sull'intuito, sul toccare improvvisamente una realtà.

- La poesia è l'unica vera forma di comunicazione. Essa dà voce al dolore e reca conforto.


L'analogia

- Ogni elemento realistico-descrittivo viene eliminato attraverso la riduzione della frase agli elementi essenziali della sintassi e della parola.
La poesia è fratta per lo più da frasi principali (poche subordinate, in quanto danno una concatenazione logica, danno delle circostanze). Le frasi sono fatte da verbo e soggetto (talvolta sono solo nominali). Alcune volte, a un verso corrisponde una sola parola.

- "Se il carattere dell'800 era quello di stabilire legami a furia di rotaie e di ponti e di pali e di carbone e di fumo, il poeta d'oggi cercherà dunque di mettere a contatto immagini lontane, senza fili. Dalla memoria all'innocenza, quale lontananza da varcare; ma in un baleno".
La poesia deve seguire dei canoni, deve fare un percorso disposto nello spazio (passare per dei punti obbligatori).

- Riprende la rivoluzione futurista delle parole in libertà e la poesia dei simbolisti francesi che puntava a cogliere il valore evocativo della parola, isolandola nella sua purezza assoluta. Quello che interessa a Ungaretti, è il concetto; ci arriva attraverso un'opera di sottrazione continua di elementi, in cui il testo si prosciuga fino ad arrivare agli elementi essenziali.


Poesia come illuminazione

- Il poeta è un "sacerdote" della parola, sa cogliere i nessi segreti delle cose.
- Il mistero della vita può essere colto soltanto attraverso l'intuito, la parola poetica è improvvisa e folgorante "illuminazione".
"Oggi il poeta sa e risolutamente afferma che la poesia è testimonianza d'Iddio, anche quando è pura bestemmia. Oggi il poeta è tornato a sapere, ad avere gli occhi per vedere e, deliberatamente, vede e vuole vedere l'invisibile nel visibile".


Le forme

- Distruzione del verso tradizionale e adozione di versi brevi.
- Sintassi elementare ed essenziale, spesso stile nominale.
- Assenza della punteggiatura.
- Autonomia e purezza della parola poetica, isolata nel vuoto della pagina.
- Monolinguismo: termini astratti per collocare gli elementi della realtà su un piano superiore di risonanze metafisiche e spirituali.

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