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Cavalleria rusticana, di Giovanni Verga: riassunto


Turiddu Macca, appena tornato dal servizio militare, venne a sapere che Lola, la sua compagna, si era fidanzata con Alfio, un ricco carrettiere. Dapprima egli voleva vendicarsi su Alfio ma poi si limitò a cantare canzoni di sdegno sotto la finestra della bella. Dopo il matrimonio, in presenza di Lola, Turiddu fingeva indifferenza, andava dietro ad altre ragazze ma dentro di lui prevaleva ancora la gelosia e progettava una vendetta.
Per questo proposito, si fece assumere come contadino dall’uomo che abitava di fronte ai due sposi e iniziò a corteggiare, anche pubblicamente, Santa, la figlia dell’uomo. Lola, rossa dalla gelosia per ciò che sentiva ogni sera da Turiddu alla finestra di Santa, un giorno invitò il suo ex-fidanzato a casa sua, approfittando della momentanea assenza di Alfio: così i due ricominciarono a frequentarsi, all’insaputa del marito di lei.
Santa venne a conoscenza della relazione di Turiddu e Lola e, per vendetta, lo disse ad Alfio.
Egli, tradito e furioso, sfidò l’amante della moglie a duello. Così Turiddu e Alfio si diedero appuntamento in un campo, entrambi consapevoli che tutti e due erano disposti a tutto per non rinunciare a Lola e al loro orgoglio.
Lo scontro si conclude con la morte di Turiddu, colpito in modo sleale da Alfio. Alla fine del racconto, tuttavia, non si ristabilisce un equilibrio perché l’autore lascia in sospeso le sorti dei protagonisti dopo la morte di Turiddu.
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