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Concetti Chiave

  • Verga avvia nel 1878 un ciclo di romanzi che rappresenta l'evoluzione sociale in Italia, iniziando da classi basse e arrivando all'aristocrazia.
  • Il primo romanzo, "I Malavoglia", narra la vita di una famiglia di pastori, mentre "Mastro-Don Gesualdo" esplora la transizione verso la piccola borghesia.
  • Le difficoltà narrative di Verga emergono quando deve rappresentare classi sociali elevate, faticando a distaccarsi dalla propria voce di intellettuale.
  • La trilogia culmina con "La duchessa di Leyra", affrontando le sfide delle interazioni aristocratiche, mentre i romanzi non completati toccano il mondo del neostato e i privilegiati.
  • Verga propone una visione darwiniana in cui tutte le classi sociali sono soggette a leggi di sopraffazione, suggerendo che l'uomo è sempre un vinto.

Indice

  1. Il progetto letterario di Verga
  2. Evoluzione sociale nei romanzi
  3. Difficoltà narrative di Verga
  4. La visione darwiniana di Verga

Il progetto letterario di Verga

A partire dal 1878 Verga comincia ad elaborare il progetto di un particolare ciclo di romanzi in cui progressivamente la classe sociale dei personaggi rappresentati si innalza, per fornire un quadro generale della società italiana.

Evoluzione sociale nei romanzi

Mentre, infatti, il primo romanzo del ciclo (“I Malavoglia”) racconta della vicenda di una famiglia di poveri pastori, il secondo romanzo del ciclo (“Mastro-Don Gesualdo”) racconta già di una classe sociale più alta, quella della piccola borghesia. Gesualdo è un personaggio che attraverso la capacità di costruirsi da sé riesce a diventare da apprendista muratore un piccolo borghese, accumulando molte ricchezze; l’accostamento dei due nomi “Mastro” e “Don” indica proprio questa sua fase di trapasso da due classi sociali diverse. La figlia di Gesualdo, nata dalla relazione con una donna la quale aveva i titoli nobiliari (che mancavano a Gesualdo) ma era rimasta senza soldi, è la protagonista del terzo romanzo (solo abbozzato da Verga) del ciclo “La duchessa di Leyra” , in cui l’autore comincia a raccontare le difficoltà di interazione all’interno di una classe sociale che adesso è aristocratica. Gli ultimi due romanzi “L’uomo di lusso” e “L’onorevole Scipioni” (mai realizzati) risalgono ancora di più la piramide sociale, arrivando a toccare un mondo nuovo del neostato italiano in cui si iniziava a creare una fetta di privilegiati che entrarono a far parte del Parlamento e delle cariche pubbliche dello Stato.

Difficoltà narrative di Verga

Man a mano che prosegue la scrittura, quando l’autore arriva a narrare di classi sociali più alte, si percepisce in lui una progressiva difficoltà. Dice, infatti, Verga che quando deve far parlare un pescatore, riesce a farlo parlare così come parlano in dialetto i poveri della Sicilia, ma poi quando deve far parlare un aristocratico o un politico non riesce più ad eliminare se stesso per far parlare il personaggio, proprio perché egli stesso era un grande intellettuale che apparteneva ad un’alta classe sociale.

La visione darwiniana di Verga

Questi romanzi fanno parte di un’unica rappresentazione che ha come scopo la dimostrazione del fatto che l’uomo, a qualunque classe sociale appartenga, è sempre un vinto, poiché è vittima di un nemico che è dentro di lui. Verga, infatti, vuole dimostrare come tutte le classi sociali siano caratterizzate dalle stesse leggi di sopraffazione: è un perfetto mondo darwiniano in cui solo la specie che sa adattarsi di più all’ambiente riesce a sopravvivere.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo del ciclo di romanzi di Verga?
  2. Il progetto di Verga mira a fornire un quadro generale della società italiana, rappresentando personaggi di classi sociali sempre più elevate, a partire da "I Malavoglia" fino a "L'onorevole Scipioni" (mai realizzato).

  3. Come si evolve la classe sociale dei personaggi nei romanzi di Verga?
  4. Inizia con "I Malavoglia", che narra la vita di poveri pastori, e prosegue con "Mastro-Don Gesualdo", dove il protagonista ascende alla piccola borghesia, fino a toccare l'aristocrazia in "La duchessa di Leyra".

  5. Quali difficoltà incontra Verga nella narrazione di classi sociali più alte?
  6. Verga trova difficile far parlare personaggi aristocratici o politici, poiché non riesce a distaccarsi dalla sua identità di intellettuale appartenente a un'alta classe sociale, contrariamente a quando scrive per i pescatori.

  7. Qual è la visione darwiniana presente nei romanzi di Verga?
  8. Verga rappresenta l'idea che, indipendentemente dalla classe sociale, l'uomo è sempre un vinto, vittima di leggi di sopraffazione, in un contesto darwiniano dove solo chi si adatta riesce a sopravvivere.

Domande e risposte

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