blakman di blakman
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Verga, Giovanni - La roba

Il viandante che andava lungo il Biviere di Lentini, steso là come un pezzo di mare morto, e le stoppie riarse della Piana di Catania, e gli aranci sempre verdi di Francofonte, e i sugheri grigi di Resecone, e i pascoli deserti di Passaneto e di Passanitello, se domandava, per ingannare la noia della lunga strada polverosa, sotto il cielo fosco dal caldo, nell'ora in cui i campanelli della lettiga suonano tristamente nell'immensa campagna, e i muli lasciano ciondolare il capo e la coda, e il lettighiere canta la sua canzone malinconica per non lasciarsi vincere dal sonno della malaria: - Qui di chi è? - sentiva rispondersi: - Di Mazzarò -.


Commento

Mazzaro, essere umano venuto al mondo senza nulla, ne` denaro ne` beni ne` famiglia (si esclude la madre), raccolto "per carita nudo e crudo" nei suoi campi dal barone, comprende ben presto che, per esistere come uomo e non essere considerato alla stregua di una bestia presa a calci, deve possedere qualcosa, ma questo qualcosa diventa tanto, un accumolo infinito di "roba" (che, nel pansar concreto di Mazzaro`, s`identifica con la terra, con la proprieta fondiaria), di cui non si serve, però, per vivere meglio o per essere riverito ed invidiato, ma per se stessa; l`accumulazione e`, infatti, fine a se stessa. E, alla fine della sua vita, Mazzaro` vorrebbe scioccamente portare tutto con se perchè i beni sono parte del suo essere, della sua avarizia.
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