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Pascoli: il contesto storico - culturale

Negli ultimi decenni dell’ottocento, periodo nel quale Pascoli compì la propria formazione culturale, l’Europa attraversò un periodo di crisi e di trasformazione che ebbero ampie ripercussioni nel mondo della cultura e della produzione artistica.
I cambiamenti furono profondi: si passò dall’ottimismo, che aveva caratterizzato la metà del secolo, generato dalla fiducia totale nella ragione come strumento di conoscenza e di progresso, alla concezione della realtà come mistero non razionalmente decifrabile e all’irrompere di timori, causati dalla perdita di certezze e dal presagio di immani catastrofi (la Prima guerra mondiale).
Esse apparivano la probabile conseguenza dall’ansia di dominio delle grandi potenze, che stavano spartendo il controllo economico e politico del mondo. In tale scenario ebbe origine quel fenomeno artistico e culturale che viene definito Decadentismo.

La concezione della poesia come rivelazione dell’ignoto, la tendenza a cogliere nelle cose il senso del mistero e il simbolo che si cela dietro l’apparenza, accomunano Pascoli ai simbolisti francesi (Baudelaire, Verlaine, Rimbaud) e alla sensibilità D’Annunzio; ma se per gli uni l’ansia di evasione da un presente che spesso opprime si esprime nella ricerca di mondi esotici e per l’altro nella sperimentazione di sensazioni raffinate, per Pascoli la via da percorrere è la “fuga” nel proprio passato, nel ripiegamento intimistico, nel vagheggiamento della campagna e delle umili cose.

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