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Il Piacere


Il romanzo ha come protagonista un’altra figura d’esteta quella di Andrea Sperelli.

Proviene da una famiglia di origine nobiliare e nella sua educazione è di grande importanza il padre, che influenzò il suo carattere.

Il brano si apre con un rifiuto della modernità, che viene percepita come omologazione e massificazione. Il rifiuto della democrazia è più di carattere estetico che di carattere politico.

Infatti Andrea Sperelli è disgustato dalla democrazia e dalla modernità perché la percepisce come omologazione e massificazione (rifiuti prima estetico e poi politico)

Il padre gli dà alcuni consigli esistenziali che poi Andrea metterà in pratica. Alo più importante fra questi consigli è quella:
(“bisogna fare della propria vita un’opera d’arte”)

A differenza dei borghesi, che tendono a salvare le apparenze secondo le convenzioni, mentre i nobili hanno la volontà di dare di se l’immagine di una vita inimitabile.

I decadenti tendono a dare un’immagine di vita inimitabile, diversa da tutte le altre. Significa essere diversi dagli altri e coltivare l’individualità.

La bellezza da cui è attratto l’esteta è una bellezza eccentrica, artificiale, che non ha niente a che fare con la natura.

Mira ad essere diversi dagli altri, alla sua unicità e rifiutano la società perché omologata.

le basi del Nazismo partono da questa volontà da parte dell’esteta, di volere l’unicità, l’eccezionalità (partono da D’Anninzio)

Andrea Sperelli vive seguendo i consigli del padre (“fare della propria vita un’opera d’arte”= cioè un modello eccezionale)

Lui poeta avanti una relazione amorosa con una donna di nome Elena Muti. La donna rappresenta il modello della “donna fatale”, della donna quasi mangiatrice di uomini, della donna che può portare l’uomo alla rovine per la passione. Si ratta di una donna ammaliatrice.

Questa relazione è destinata al fallimento, in questo Elena lascia Andrea, perché lo considera un’uomo debole e si stufa di lui.

Così lui inizia un’altra relazione con una donna di nome Maria Ferres, moglie di una diplomatica portoghese. Questa donna è molto diverso da Elena Muti (donna fatale); essa rappresenta i valori spirituali, di un mondo interiore ricco, la “donna spirituale”.

Un giorno in un momento di passione Andrea pronuncerà il nome di Elena e a quel punto Maria lo lascerà

La figura di Andrea Sperelli è quella di un debole, infatti viene sempre lasciato. Ha la malattia della volontà, si lascia trascinare degli eventi, non riesce a dirigere gli eventi della sua vita.

Questo romanzo si conduce quindi con un fallimento: si tratta di un uomo inadatto alla vita, al contesto in cui vive (questo vale per tutti gli esteti)

Sperelli riesce comunque a fare della sua vita un’opera d’arte, infatti tutto quello che fa D’Annunzio ha una valenza estetica. D’Annunzio partecipa alla grande guerra, ma senza scendere in campo, nella trincee; ma prende l’aereo, vola su Vienna, butta dei manifesti giù e torna indietro (ingresso scenografico). Tipico dell’alta nobiltà.
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