Il testo descrive l'atmosfera immobile di una palude, analoga alle molte che si trovano tra il lago di Massaciuccoli e Viareggio, un tratto di costa tirrenica dove tra il 1899 e il 1903 D'Annunzio fu più volte in villeggiatura e che gli ispirò Alcyone. L'acqua stagnante e la vegetazione fradicia sotto il sole d'agosto emanano l'odore dolciastro e penetrante dei fiori appassiti e dei frutti troppo maturi, tanto che l'equilibrio stesso pare un fiore fatto di fango, a poco a poco disseccato dal caldo. Su tutto pesa un'afa soffocante che dà, insieme all'acqua stagnante e agli odori della palude, una sensazione netta di marcescenza e morte. L'unico segno di vita animale è il gracidio di una rana, che però tace, spaventata dall'avvicinarsi del poeta. Sul fondo della palude si depositano organismi vegetali o animali morti: la loro decomposizione, che in acque povere di ossigeno può essere lenta, produce gas che salgono in superficie, emanando odori sgradevoli.

In pieno agosto l'estate ha superato il suo culmine e inizia a declinare: i frutti non colti avvizziscono o si rammolliscono, i fiori appassiscono per il gran caldo. L'esplosione di profumi e colori della tarda primavera e della prima estate sta cedendo il passo al marcire e al morire, come se la natura, sfinita, avesse esaurito la sua vitalità e cominciasse a spogliarsi e a ripiegarsi in vista dell'autunno. A questa fase dell'anno si adattano molto bene l'ambiente immobile della palude e i suoi odori di decomposizione.
Si spiega allora perché il lessico della poesia insista sulla vita per così dire in agonia, su un silenzio di morte. L'atmosfera della palude afosa e marcescente del resto è consona al decadentismo, un movimento artistico e letterario che si diffuse in Europa dalla seconda metà dell'Ottocento agli inizi del Novecento e di cui D'Annunzio fu un illustre rappresentante. L'artista decadente, che si sentiva alla fine di un'epoca e di un mondo, era affascinato dalle idee di crisi, malattia, disfacimento e morte. Declino dell'estate, della natura, della civiltà.

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