Concetti Chiave
- D'Annunzio nacque a Pescara nel 1863 e iniziò a scrivere poesie durante gli studi al Collegio Cicognini di Prato.
- Trasferitosi a Roma, divenne giornalista e critico letterario, sposandosi nel 1883 e avendo tre figli, ma iniziando relazioni con altre donne.
- A Napoli, collaborò con importanti testate e si distinse politicamente, cambiando schieramento da estrema destra a estrema sinistra.
- In Francia, D'Annunzio continuò a scrivere per il teatro e il cinema, impegnandosi attivamente nella prima guerra mondiale e nell'occupazione di Fiume.
- Negli ultimi anni, si avvicinò al fascismo e visse a Gardone di Riviera, dove creò una casa-museo, il Vittoriale degli Italiani, prima di morire nel 1938.
Indice
Infanzia e Formazione
Nacque a Pescara nel 1863 da una famiglia borghese. Egli compì gli studi presso il Collegio Cicognini di Prato e da lì cominciò a scrivere anche le prime raccolte di poesie.
Vita Romana e Amori
Si trasferisce a Roma e da lì inizia una vita raffinata e dispendiosa, dove iniziò la sua attività di giornalista, ma anche critica letteraria e artistica. Quì si sposò nel 1883 con Maria di Gallese e da lei ebbre tre figli, ma dopo qualche anno conobbe un'altra donna che sarebbe stato l'amore della sua vita, ovvero Barbara Leoni. In seguito per problemi economici si trasferisce a Napoli, dove si legò sentimentalmente con Maria Gravina Cryllas dalla quale ebbe due figli.
Carriera Giornalistica e Politica
A Napoli continuò la sua attività giornalistica, dove collaborò con il Mattino e il Corriere di Napoli. Nel 1894 incontra la famosa attrice di teatro Eleonora Duse e si fa eleggere deputato dell'estrema destra, anche se tre anni dopo passa all'estrema sinistra.
Teatro e Relazioni Sentimentali
Si trasferisce con la Duse in Toscana, in una lussuosa villa, La Capponcina. In questi anni cominciò a dedicarsi anche al teatro scrivendo vari drammi. D'Annunzio tronca la relazione con la Duse ma in seguito conobbe Alessandra di Rudini e poi Giuseppina Mancini.
Esilio Francese e Guerra
Nel 1910 si trasferisce in Francia per ristrettezze economiche e rimase lì fino alla prima guerra mondiale e anche lì continuò la sua produzione teatrale e si interessò di cinema, scrivendo e sceneggiando nel film Cabiria. Acceso interventista torna in Italia per discutere della questione della guerra, cercando di guidare la nazione verso un destino nazionalistico e imperialistico. Partecipa in guerra dove si arruola e nel 1919 progettò e guidò l'occupazione della città di Fiume fin quando il governo italiano non lo costrinse a ritirarsi.
Ultimi Anni e Vittoriale
D'Annunzio con questa politica populistica e nazionalista fa si in modo ad avvicinarlo al fascismo. Mussolini, temendo che la figura carismatica di D'Annunzio potesse essere una minaccia, lo escluse dalla vita politica assegnandogli una villa a Gardone di Riviera, che diventò una casa-museo che volle poi lasciare in dono al popolo italiano (Vittoriale degli Italiano) e quì muore il 1 marzo 1938.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'importanza della vita romana di D'Annunzio per la sua carriera?
- Come si è evoluta la carriera politica di D'Annunzio?
- Qual è il significato del Vittoriale degli Italiani nella vita di D'Annunzio?
La vita a Roma segnò l'inizio della carriera di D'Annunzio come giornalista e critico letterario, oltre a rappresentare un periodo di relazioni significative, tra cui il matrimonio con Maria di Gallese e l'incontro con l'attrice Eleonora Duse, che influenzò profondamente la sua vita e la sua opera.
D'Annunzio iniziò la sua carriera politica come deputato dell'estrema destra, ma nel 1897 passò all'estrema sinistra. La sua attività politica si intensificò durante la prima guerra mondiale, quando cercò di guidare l'Italia verso un nazionalismo e imperialismo, culminando con l'occupazione di Fiume nel 1919.
Il Vittoriale degli Italiani, la villa a Gardone di Riviera che D'Annunzio lasciò in dono al popolo italiano, rappresenta il suo lascito culturale e politico. Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita, avvicinandosi al fascismo, fino alla sua morte nel 1938.