elenb96 di elenb96
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Dice di aver vissuto una vita al 5 percento siccome vive in modo ritirato da intellettuale. Ha quindi un'auto percezione di essere distaccato dalla vita però un distacco partecipante. Lui vuole allontanarsi dalla vita viva. Fa un uso acuto e critico della ragione con riflessioni sulla vita è alla ricerca del significato dell'esistenza. Analizza i meccanismi dei consumi di massa, fa attenzione alla storia dal pessimismo sulla possibilità di essere felice. Si pensa che l'uomo possa sopravvivere se trova a un significato a ciò che vive, in questo modo sono sopravvissuti gli uomini nei lager. Però Montale non crede che si possa trovare questo significato, si tratta quindi di un meccanismo senza senso, l'uomo ricerca la ragione ma non la trova e quindi è un meccanismo che non porta da spense una parte. La natura per Montale si perpetua senza senso. La sua visione si avvicina a quella di Leopardi, abbiamo la necessità di guardare la verità ma per vedere la realtà è non le illusioni usiamo la ragione. La ricerca di un senso però è una sorta di compito a cui non possiamo rinunciare. Montale trova questo significato nella ricerca stessa del significato. La ragione quindi è demistificatrice e ci dice cosa non è vero.

Biografia
La sua è la vita di un amante della letteratura e della cultura ma in modo asistematico. Aveva infatti preso un diploma tecnico e poi si era interessato alle letture. Non studiò mai all'università non avendo fatto il liceo. Legge tutto ciò che gli piace ma solo per gusto, è come un esploratore che parte con le letture e non sa cosa trova. Di conseguenza dalle sue letture ne emerge un percorso del tutto personale.
Crede in una sorta di religione mistica cristiana ma non nel Dio cristiano. Nella II e IIII raccolta la donna viene presentata come una figura salvifica, cristofora. La donna però è solo una visiting angel ma non da salvezza è solo il segno di qualcuno che può accedere alla salvezza ma non ci porta l'uomo. Montale in quanto uomo trova l'accesso a Dio impossibile.
Si ispira ai poeti americani inglesi e a Dante. Viene pubblicato per la sua bravura. Diventa presidente di una associazione culturale a Firenze .
Nel 1925 firma il manifesto degli intellettuali antifascista promosso da Croce. Croce era un liberale che in risposta agli intellettuali fascisti organizza un gruppo di antifascisti. Non viene fermato perché non era pericoloso quanto poteva esserlo un politico come Matteotti, inoltre Mussolini ormai ha un regime stabile e lasciare libertà di parola a croce dimostrava solo la tolleranza del regime. Inoltre croce faceva parte di numerosi movimenti internazionali quindi non sarebbe stato produttivo opporsi a lui come a gramshi. Montale lo firma in un atto di coraggio. Viene poi licenziato dal gabinetto Vieusseux di Firenze perché non tesserato come i fascisti. Continua però a guadagnarsi da vivere come privato intellettuale. Dopo la guerra la situazione si rasserena e collabora con il corriere di cui è redattore.
Sua moglie è Drusilla Tanzi nota come senhal nella poesia di Montale, è segno di altezza la donna, lei come altre, ma non per il poeta.
1965 laurea ad honorem per il premio alla letteratura per la prima raccolta ossi di seppia 1925
1939 le occasioni
1965 la bufera e altro
1970 satura
Come notiamo le raccolte escono a distanza circa di 15 anni le una dalle altre forse perché intanto scrive prosa e opre di commento.
La vita effettivamente non è ricca di eventi, lavora e si diploma. La vita è normale ma ricca culturalmente conosce diverse personalità. Studia canto per diventare baritono, la sua formazione musicale si ripercuote nei titoli delle sue composizioni.

Ossi di seppia
Si tratta di un osso che è il simbolo dell'essere vivente diventato secco come pietra. Non c'è più traccia di vita in lui ma ricorda la vita che c'era.

Montale è laico in tutte le fasi della sua vita ma percepisce qualcosa che trascende, non per forza dio ma anche solo la coscienza. Nei suoi scritti c'è però un immaginario religioso che segue la tradizione letteraria italiana. Esiste infatti la figura della donna salvifica però essa non salva il poeta e l'uomo in generale, inoltre non tutte le donne hanno questa capacità ma solo alcune.
Abbiamo il concetto di correlativo oggettivo sulla salvezza. Il correlativo oggettivo non è una metafora e non è neanche un simbolo, esso infatti non è né culturalmente condiviso ne comprensibile immediatamente. Nulla quindi ci permette di capire lo stato d'animo del poeta seguendo il solo correlativo, è la forza della poesia nel suo complesso che ci rende chiaro il sentimento dello scrittore.

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