Concetti Chiave
- Montale nasce a Genova nel 1896, con un forte legame all'ambiente ligure che influisce sulla sua poesia e trascorre le vacanze estive a Monterosso, ispirando i suoi componimenti.
- Arruolato durante la Prima Guerra Mondiale, si distingue per il suo antifascismo, firmando nel 1925 il Manifesto degli intellettuali antifascisti, che compromette la sua carriera pubblica.
- Nel 1948 si trasferisce a Milano, dove svolge la professione di giornalista per il 'Corriere della Sera' e riceve importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Nobel per la letteratura nel 1975.
- La riflessione di Montale sulla crisi della civiltà occidentale evidenzia il dolore umano e il 'male di vivere', utilizzando la 'poetica degli oggetti' per rappresentare emozioni attraverso elementi quotidiani.
- In un'intervista del 1951, Montale sottolinea che la sua poesia affronta la condizione umana universale, andando oltre le situazioni storiche contingenti, come il disagio politico del fascismo.
Indice
Qual è l'Infanzia e Formazione di Montale?
Montale nasce a Genova nel 1896 (l’ambiente ligure ha un ruolo fondamentale nella sua poesia). Altro dato rilevante è il trascorrimento delle vacanze estive a Monterosso, nelle Cinque Terre, che lascia numerose tracce nei suoi componimenti. Manifesta sin da piccolo una grande passione per la letteratura, anche se consegue il diploma di ragioniere nel 1915. Ha un forte interesse per la musica che lo portano poi a scrivere articoli di critica musicale e recensioni sugli spettacoli del teatro della Scala.
Carriera e Posizioni Politiche
Viene arruolato soldato durante il primo conflitto mondiale, ma la tematica della guerra non è prepotentemente presente nella sua poesia quanto lo è per esempio in Ungaretti. Nel 1925 firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Benedetto Croce, e questa ferma posizione contraria al partito determinò una vita ritirata ( schierarsi contro il fascismo causava il non poter esercitare lavori statali e non poter assumere ruoli pubblici). Nel 1927 si trasferisce a Firenze e collabora alla rivista Solaria, che si prodiga per la diffusione di una cultura europea. Nel 1938 Montale viene sollevato dal suo incarico per la sua posizione antifascista e per sopravvivere diventa critico e traduttore (traduce molti testi della letteratura americana che contribuiscono a formare l’idea di America come terra di libertà).
Trasferimenti e Lavoro a Milano
Nel 1948 si trasferisce a Milano dove lavora come giornalista del ‘Corriere della Sera’, in particolare scrive la ‘terza pagina’ quella destinata alla cultura. Ricevette poi numerosi premi, tra cui:
- Nomina a senatore a vita _ 1967
- Premio Nobel per la letteratura _ 1975
Morì a Milano nel 1981.
Riflessioni sulla Civiltà Occidentale
La sua riflessione riguarda la crisi della civiltà occidentale, denuncia la situazione di dolore e di ‘male di vivere’ che tutti gli uomini si trovano ad affrontare. Egli adotta la ‘poetica degli oggetti’ che contraddistingue l’allontanamento dal Simbolismo e si concentrata su oggetti comuni che rappresentano concetti astratti e stati d’animo.
Intervista Radiofonica del 1951
In un’intervista radiofonica del 1951 Montale chiarisce le motivazioni della sua poesia. L’argomento è quello della condizione umana in sé considerata (la poesia esprime l’universale) difatti prende spunto dal transitorio ma poi esprime l’universale. Quindi, per esempio, se pur si trova a vivere un momento a lui sgradito del governo italiano, quello del fascismo, Montale afferma che il vero problema non è la situazione contingente, in questo caso il disagio politico, ma la situazione universale: la disarmonia con la realtà che egli avverte; ci sono delle motivazioni per l’infelicità che precedono le motivazioni storiche.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'ambiente ligure nella poesia di Montale?
- Come ha influenzato il contesto politico la carriera di Montale?
- Quali riconoscimenti ha ricevuto Montale nella sua carriera?
- Qual è il tema centrale della riflessione di Montale sulla civiltà occidentale?
L'ambiente ligure ha un ruolo fondamentale nella poesia di Montale, influenzando profondamente i suoi componimenti, come evidenziato dalla sua nascita a Genova e dalle vacanze estive trascorse a Monterosso.
Montale ha firmato il Manifesto degli intellettuali antifascisti nel 1925, il che ha determinato una vita ritirata e l'impossibilità di esercitare lavori statali, costringendolo a diventare critico e traduttore per sopravvivere.
Montale ha ricevuto numerosi premi, tra cui la nomina a senatore a vita nel 1967 e il Premio Nobel per la letteratura nel 1975, sottolineando il suo impatto nella cultura e nella letteratura.
Montale riflette sulla crisi della civiltà occidentale, denunciando il dolore e il 'male di vivere' che affliggono l'umanità, utilizzando la 'poetica degli oggetti' per esprimere stati d'animo attraverso oggetti comuni.