Eugenio Montale

Montale nasce a Genova nel 1896 e trascorre la sua infanzia e l'adolescenza tra il suo paese di nascita e Monterosso, un luogo che diventerà ispirazione ed essenziale per le sue opere. Oltre a dimostrare una forte passione per la letteratura e la poesia, Montale non completa gli studi, ma si dedica anche al canto. Nel 1917 partecipa alla guerra come ufficiale di fanteria. Nel dopoguerra avrà due collaborazioni, una come direttore a Firenze presso la casa editrice "Gabinetto Visseux", un prestigioso circolo culturale fiorentino e successivamente, una volta trasferitosi a Milano, inizia la collaborazione con il "Corriere della sera", ove lavora anche come critico letterario e musicale.
Anni dopo, viene nominato senatore a vita e nel 1975 ottiene il premio nobel per la letteratura. Morirà a Milano nel 1981.

Montale compone diverse opere, come ad esempio:

Ossi di seppia è una raccolta di opere che ha come tema centrale il male di vivere e comprende diverse opere liriche brevi.
Le occasioni, opere liriche scritte tra il 1928 e il 1939.
La bufera ed altro, una raccolta risalente agli anni del dopoguerra.

Poetica: La poesia di Montale non fornisce né risposte né certezze, ma rappresenta il male di vivere che investe l'universo. Questo male del vivere viene conciliato dagli oggetti del paesaggio ligure (aspro e riarso) il quale li volge in una chiave impietrita, per dare il senso dell'angoscia e della pena del vivere.
Montale utilizza una mescolanza di scelte linguistiche. Quello di Montale è un linguaggio aspro e pietroso, come la realtà della vita.

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