Ominide 1073 punti
Le occasioni - Eugenio Montale
“Le occasioni” è la seconda raccolta di poesie di Montale, dove il correlativo oggettivo viene portato alle estreme conseguenze. Viene solamente accostato, senza alcun nesso e alcuna spiegazione. Questo è dovuto anche all’influenza di Eliot. Nel momento in cui Montale dava vita alla sua poetica sull’oggetto, Eliot sta sviluppando il correlativo oggettivo. I due entrano in contatto e questa relazione porta Montale ad essere ancora più implicito nella relazione tra la sensazione e l’oggetto. Non c’è nessun aiuto al lettore che lo porti a relazionare queste 2 parti della poesia. Questo può essere dovuto dalla vicinanza proprio di Eliot e dalla sua influenza. “Le occasioni” nasce nel 1939. È questo anche il momento in cui Montale si trasferisce a Firenze. Rispetto agli “Ossi di seppia” questa poetica si eleva sia stilisticamente sia linguisticamente. Nella precedente raccolta c’è un miscuglio tra linguaggio elevato e linguaggio colloquiale. Ora sceglie uno stile più rigido, anche a livello di metrica e di linguaggio, che diventa elitario, ricercato, aulico. È volutamente così. Negli ossi ancora il linguaggio è un miscuglio. Questo ci fa pensare agli ermetici e al primo Montale. Egli non si sente però vicino agli ermetici, anche perché non si affida minimamente alla magia della parola e alla suggestione dell’analogia.
Non c’è nessun’analogia, per questo non si può accostare agli ermetici e al primo Montale. Non c’è la tendenza ad attingere al mistero. Il suo accostamento è secco. La poetica dell’oggetto diventa più difficile perché non c’è nessun nesso che renda chiaro quest’accostamento.
Ne “Le occasioni” compare un tentativo di evasione. La tematica del muro faceva parte degli ossi. Il varco che il poeta cerca non c’è; il male di vivere rimane. Ne “Le occasioni” trova un varco: una donna, una donna salvifica. Ella è una neo Beatrice, la donna che salva. La figura femminile che appare è quella di Clizia, Irma Brandeis, l’americana che viene in Italia per studiare Dante. Ella si trasforma in donna salvifica.
Nel 1939 inizia la seconda guerra mondiale e la salvezza in questo momento in cui il male di vivere è ancora più accentuato è rappresentato da questa donna. Irma Brandeis non è una donna carnale, è spirituale, come la Beatrice di Dante.
Hai bisogno di aiuto in Eugenio Montale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email