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Montale – Meriggiare pallido e assorto – Questionario


1. Individua nel testo particolari che caratterizzano la descrizione del paesaggio, distinguendo quelli che vengono percepiti attraverso l’uditone con la vista
• Con l’udito: schiocchi di merli, frusci di serpi, scricchi di cicale
• Con la vista: crepe del suolo, le file di formiche rosse, minuscole biche, il palpitare del mare, calvi picchi, il sole che abbaglia

2.

Esiste un rapporto fra il”male di vivere” e il paesaggio descritto dal poeta. Come l’esistenza umana è segnata dalla sofferenza, così il paesaggio è arido e non offre possibilità di vita, come se esso soffrisse. Questa impressione di inospitalità, di soffocamento e di desolazione ci è data dalle espressioni seguenti
• “pallido”: l’aggettivo si riferisce al poeta, pallido e quasi senza forze, a causa del forte calore della giornata estiva
• “muro rovente”: è il muro che delimita l’orto e che costituisce la metafora degli ostacoli che impediscono all’uomo di conoscere la verità delle cose
• “pruni”: è una pianta, fornita di spine, che cresce negli ambienti incolti, che invade i campi rendendo ili così inospitali e inadatti alla coltivazione
• “sterpi”: si riferisce a piccoli arbusti rinsecchiti, tipici dei terreni abbandonati
• “crepe nel muro”: anch’esse segno di mancanza di vita, forse conseguenza della canicola estiva
• “veccia”: è una pianta che non richiede umidità e che cresce bene sui terreni non coltivati
• “calvi picchi”: sono i colli intorno che degradano verso il mare, privi di vegetazione
• “sole abbagliante”: il sole ha una luce troppo forte dà noia agli occhi; il suo eccessivo calore rende inabitabile il luogo

3. Che cosa significa l’immagine finale della “muraglia/ che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia”?
La muraglia è l’ostacolo (= correlativo oggettivo) che impedisce all’uomo di arrivare a conoscere il vero senso della vita e che, pertanto, resta irraggiungibile; è il simbolo della tragica condizione esistenziale dell’uomo, condannato per sempre ad ignorare ciò che sta al di là dell’apparenza delle cose. I pezzi di vetro taglienti contribuiscono a rendere del tutto impossibile ogni tentativo di valicare il muro.

4. Rifletti sugli elementi naturali e sulle presenze animali che emergono dalla descrizione e chiarisci quale significato simbolico assume ciascuno di essi nella lirica, completando la tabella:

Elementi e presenze Significato simbolico
“rovente muro d’orto” eccesso di luce; presenza di un limite
“i pruni e gli sterpi” mancanza di vita e idea di inospitalità
le “crepe del suolo” simbolo della morte, impossibilità di vita
il movimento delle “formiche” un inutile e doloroso darsi da fare
il “palpitare/lontano”del mare vitalità, ma irraggiungibile
il lamento delle cicale sofferenza dell’uomo costretto per sempre a
condurre un’esistenza tragica ed inutile

5. Nella lirica tutti i verbi sono coniugati a modi indefiniti (infinito o gerundio). Qual è il motivo di questa scelta?
L’uso dell’infinito e del gerundio aiuta il lettore a capire come la descrizione e quindi la situazione esistenziale del poeta, diventi da personale a generale e universale (valida per tutta l’umanità) dato che i modi di tempo finito non hanno soggetto e le azioni sono collocate in una dimensione senza tempo

6. Evidenzia nel testo le espressioni che concorrono a creare una sonorità aspra e sgradevole. Quale rapporto esiste tra queste scelte stilistiche e il tema della lirica?
Il tema della lirica è il “male di vivere” cioè la tragica condizione dell’esistenze dell’uomo condannato a vivere una situazione soffocante e a vagare inutilmente nel suo continuo dolore.
Tale sensazione è resa dal punto di vista fonetico dalla presenza di suono aspri, parole brevi che danno una sensazione di aridità, come arida è la vita (allitterazione della s o della r): sterpi, serpi, scricchi, picchi, ascoltare tra i pruni. Si tratta di un esempio di fonosimbolismo cioè di un caso in cui il suono parola (come avviene in Pascili) è messo in rapporto con il concetto che il poeta vuole esprimere.

7. Individua la subordinata di primo grado nella seconda strofa della poesia
Nelle crepe del suolo o su la veccia spiar le file di rosse formiche (principale)
ch’ora si rompono (subordinata di 1° grado) ed ora s’intrecciano a sommo di minuscole biche (coordinata alla subordinata di 1° grado)

8. Scrivi un sinonimo e un contrario delle seguenti parole tratte dalla poesia di Montale:
• pallido = smunto colorito
• rovente = incandescente gelido
• tremuli = tremolante immobile
• travaglio = fatica riposo
• aguzzi = taglienti arrotondato
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