Concetti Chiave
- L'atmosfera è caratterizzata da un continuo tumulto di sospiri, pianti e lamenti, creando un senso di dolore profondo e oppressivo.
- Le anime descritte sono quelle che vissero senza infamia né lode, respinte da Dio e dal Inferno per la loro neutralità.
- La loro sofferenza è accentuata dall'assenza di speranza e dalla consapevolezza della loro condizione ignobile, che li porta ad invidiare ogni altra sorte.
- Una bandiera che corre rapidamente simboleggia la schiera dei dannati, evidenziando la loro condizione di tormento perpetuo.
- Queste anime sono tormentate da mosconi e vespe, il cui sangue si mescola alle loro lacrime, creando un quadro di sofferenza fisica e morale.
Lamenti e Dolore nell'Oscurità
Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l’aere sanza stelle,
per ch’io al cominciar ne lagrimai.
Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle
facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.
E io ch’avea d’error la testa cinta,
dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo?
e che gent’è che par nel duol sì vinta?».
Anime Spregevoli e Neutrali
Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ’nfamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.
Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli».
E io: «Maestro, che è tanto greve
a lor, che lamentar li fa sì forte?».
Rispuose: «Dicerolti molto breve.
Questi non hanno speranza di morte
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ’nvidiosi son d’ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa».
Condanna e Sofferenza Eterna
E io, che riguardai, vidi una ’nsegna
che girando correva tanto ratta,
che d’ogne posa mi parea indegna;
e dietro le venìa sì lunga tratta
di gente, ch’i’ non averei creduto
che morte tanta n’avesse disfatta.
Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l’ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto.
Incontanente intesi e certo fui
che questa era la setta d’i cattivi,
a Dio spiacenti e a’ nemici sui.
Questi sciaurati, che mai non fur vivi,
erano ignudi e stimolati molto
da mosconi e da vespe ch’eran ivi.
Elle rigavan lor di sangue il volto,
che, mischiato di lagrime, a’ lor piedi
da fastidiosi vermi era ricolto.
Lì sospiri, pianti e forti lamenti risuonavano in quell’atmosfera buia , così che io, appena cominciai a udirli, ne piansi. Lingue strane, espressioni disumane , parole di dolore, imprecazioni rabbiose, suoni acuti e deboli e, insieme ad essi, rumori di mani che battono producevano un frastuono che è sempre presente in quell’atmosfera eternamente buia, come la sabbia quando soffia un vento impetuoso. Ed io, che avevo la mente confusa dal dubbio , dissi:” Maestro, cos’è quello che odo? E che gente è questa che sembra così distrutta dal dolore?”. Ed egli mi rispose: “ Questa misera condizione caratterizza le anime spregevoli di coloro che vissero senza meritare né biasimo né lode. Sono mescolate insieme a quella spregevole schiera di angeli che non furono ribelli a Dio né a lui fedeli, ma rimasero neutrali. I cieli li respingono per non esserne offuscati, e non li accoglie neppure il profondo Inferno, perché i dannati potrebbero vantare nei loro confronti qualche merito.” E io :”Che cosa c’è di tanto opprimente per loro che li spinge a lamentarsi così forte? “. Ed egli rispose:” Te lo dirò in breve. Questi spiriti non hanno speranza neppure di pervenire ad un completo annullamento di sé, e la loro oscura vita è tanto ignobile che invidiano ogni altra sorte. Il mondo non consente che rimanga alcun ricordo di loro, anche Dio li disprezza; non parliamo di loro , ma guarda e passa oltre “. E io, che guardai attentamente, vidi una bandiera che, girando , correva così velocemente che mi sembrava insofferente di qualsiasi sosta; e dietro ad essa andava una schiera così numerosa di persone, che non avrei mai creduto che la morte avesse potuto ucciderne tante. Dopo che tra loro ebbi riconosciuto qualcuno, vidi e riconobbi l’anima di colui che, per viltà, fece la grande rinuncia. Compresi subito , e ne ebbi certezza , che questa era la schiera dei dannati sgraditi a Dio e anche ai suoi nemici. Questi spiriti spregevoli, che non furono mai veramente vivi, erano nudi e punti continuamente da mosconi e vespe che si trovavano in quel luogo. Questi rigavano loro il volto di sangue, che, mischiato alle lacrime, veniva raccolto ai loro piedi da vermi che li tormentavano.
Domande da interrogazione
- Qual è la condizione delle anime descritte nel testo?
- Perché le anime neutrali sono così oppresse?
- Che cosa rappresenta l'insegna che corre nel testo?
- Chi è l'anima riconosciuta dal protagonista e quale significato ha?
- Qual è il messaggio finale del maestro riguardo a queste anime?
Le anime descritte vivono in una misera condizione, lamentandosi e soffrendo eternamente, poiché non hanno né fama né merito, essendo neutrali in vita e respinte sia dal cielo che dall'inferno.
Queste anime sono oppresse dalla mancanza di speranza di morte e dalla loro vita ignobile, tanto da invidiare ogni altra sorte, come spiegato nel testo.
L'insegna rappresenta la schiera dei dannati, che seguono un destino di sofferenza e disprezzo, come evidenziato dalla loro grande quantità e dalla loro condizione miserevole.
L'anima riconosciuta è quella di colui che, per viltà, fece un grande rifiuto, simboleggiando la schiera dei dannati che sono sgraditi a Dio e ai suoi nemici.
Il maestro invita a non parlare di queste anime, ma a "guardare e passare", sottolineando il loro disprezzo e la loro condizione senza speranza, come riportato nel testo.