Risha di Risha
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Decameron

L’opera di Boccaccio è stratificata, cioè viene composta nel periodo compreso tra il 1340-41 e il 1353. La composizione prevede 3 fasi:
• 1340-1341= scrittura delle novelle che hanno una circolazione autonoma. (La fase in cui le novelle vengono composte da Boccaccio, ma poi circolano autonomamente, senza essere inserite in una struttura sistemica che costituisce una silloge).
• 1349= scrittura delle novelle e distribuzione delle novelle nelle 10 giornate e l’invenzione della cornice come strumento narratologico che consente di dare alle novelle sparse e autonome un’interrelazione.
• 1351-1353= completamento delle novelle, attuazione della cornice digressiva (riguarda l’esplosione della peste del 1348 che devasta l’Europa e che costituisce il punto di partenza per procedere dal caos della disgregazione indotta da un evento straordinario al cosmo [ordine] del novellare).
• 1353= comincia la divulgazione attraverso la pubblicazione del Decameron di Boccaccio.

L’opera di Boccaccio viene divulgata già dal 1353 ed è stata oggetto anche, per la sua natura di letteratura di intrattenimento, di numerose trascrizioni, compiute non sempre da amanuensi professionisti, ma spesse volte da mercanti che non avevano le competenze degli amanuensi, il che ha significato errori, manipolazioni delle novelle, aggiunte di novelle che non erano di B. (novelle adespote [aggiunta di novelle non di Boccaccio, da un autore ignoto] e apocrife [scritto non autentico]). Per cui la scoperta, negli ultimi anni, da parte del critico Vittore Branca, di un codice che si chiama Hamilton 90 e conservato al museo di Berlino, è molto importante perché si tratta del codice redatto dallo stesso B. (bibliofilo e codicologo [ama scoprire e ritrascrivere i codici delle opere antiche] che contiene un suo autografo ed è l’ultima revisione definitiva che del Decameron B. ha fornito tra il 1372 e il 1373, pochi anni prima di morire. In questo codice vengono miniaturizzate dallo stesso B. le illustrazioni che raccontano l’avvicendamento delle giornate tematiche dedicate alla fortuna, all’industria, ai motti, alla magnanimità. Il modello di riferimento del Decameron (a parte i modelli della letteratura italiana ed Europea che rispetto ai temi possono essere: la lirica provenzale, il canone dell’amor cortese, Dante) per quanto riguarda la gioia del narrare è principalmente la novellistica arabo-islamica de Le mille e una notte; il re persiano Shahriyar dopo la morte della moglie decide di vendicarsi su tutte le donne sposandone una ogni notte e uccidendola all’alba. Shahrazad, una delle donne scelte dal sultano, ogni notte racconta una storia, all’alba però interrompe la storia e il sultano è costretto a rivederla ogni notte per poter vedere come continua la storia; in questo modo

Sharazad si salva dall’uccisione certa. La vicenda di Sharazad è inclusa ne “Le mille e una notte” che sostanzialmente raccoglie tre nuclei: la novellistica araba, quella egizia e la tradizione della novellistica europea. Costituisce quindi un modello di riferimento, soprattutto nella struttura della cornice digressiva : 3 fanciulli, 7 fanciulle che decidono di allontanarsi dalla città di Firenze ed andare extra moenia per riproporre all’esterno della città un contesto comunitario in cui si possa stabilire una struttura etico politica di riferimento, quella che ormai è venuta meno nella città infestata dalla peste e che ha determinato l’accanimento degli uomini, l’istinto della sopravvivenza. La peste aliena l’uomo a se stesso. Il racconto delle novelle è solo una parte di questa esperienza comunitaria: i 10 novellatori non si allontanano solo per raccontare novelle. Tutti i personaggi sono vincolati al tema della giornata: la prima giornata ha tema libero, in ogni caso sono vincolati anche alla prima giornata alla coerenza dei racconti scelti dal primo novellatore. L’unico che sta al di fuori di questi schemi è Dioneo, uno dei tre fanciulli che vengono eletti re per un giorno e scelgono il tema per aprire la seduta del racconto delle novelle. Ad ogni giornata segue una cornice, una conclusione.

Temi del Decameron

Fondamentalmente i temi del Decameron sono due: l’intelligenza legata alla fortuna e l’amore. La prima giornata ha tema libero, la seconda è dedicata alla fortuna (intesa come il caso che continuamente si inserisce come imprevisto che scardina le logiche che l’uomo intelligente adopera per interpretare la realtà), la terza è dedicata all’industria o laboriosità che consente a chi eserciti con moderazione l’intelligenza di dominare gli imprevisti del reale. La seconda giornata è dedicata alla fortuna e sembrerebbe in forte contrasto con la terza, dedicata alla laboriosità e invece Boccaccio crea una corrispondenza univoca tra questi due concetti in base alla quale la fortuna può determinare l’insuccesso dell’uomo, ma l’uomo intelligente può anche, a dispetto dell’agire della fortuna, esercitare un controllo dell’imprevisto. L’imprevisto toglie all’uomo la possibilità di dominio totale sul reale. L’intelligenza può anche arginare i danni che il Τυχόν produce sul reale. Per Boccaccio quindi non sono due termini uno sostitutivo dell’altro, ma sono due termini che si bilanciano e tra i due quello dominante è l’intelligenza. Essa riesce a diminuire gli effetti distruttivi della fortuna, trasformando un accidente in un momento positivo. Esempio: la sesta giornata è dedicata ai motti. Per la quarta e quinta giornata i modelli sono sicuramente la lirica provenzale la tradizione stilnovisti cavalcantiana. Nella quinta giornata privilegerà l’idea della beffa perché Boccaccio utilizzerà i meccanismi del comico (beffa, maschere, comicità in rebus e comicità in verbis): la categoria estetica del riso viene esplorata perché il primo ad occuparsi del riso è Cicerone di cui Boccaccio è un grande ammiratore.
La 6 giornata è dedicata ai motti, cioè all’uso impulsivo ma al tempo stesso ponderato, della parola come strumento di chiarificazione del reale; le parole la parola diventa uno strumento fondamentale per risolvere ogni controversia, per trasformare un insuccesso in un successo, per trasformare un accidente in una costante positiva per il personaggio che sa manipolare la parola. Nella 6 giornata Boccaccio racconterà sia chi è in grado di utilizzare questo strumento (parola in presentia) al massimo livello= la parola si prostituisce all’interno dell’opera di Boccaccio per arrivare al fine ultimo che si propone il protagonista delle varie novelle (la parola riesce a ribaltare il reale in favore di colui che sa dominarla); nella sesta giornata ci sarà anche la descrizione della parola in absentia: gli estensori delle novelle spiegheranno che cosa si rischia quando non c’è la capacità di manipolare la parola, sia coloro che sanno utilizzarla, sia coloro che non sono utilizzabili che non sanno utilizzarla e rimangono muti di fronte alle difficoltà del reale.
L’altro tema fondamentale è l’amore: esso viene descritto nelle sue declinazioni nelle giornate IV e V. Nella settima (7) giornata Boccaccio si occupa delle beffe prodotte dalle donne ai danni dei mariti e invece nell’ottava (8) si occupa anche delle beffe ma nella loro totalità. La nona (9) giornata è a tema libero. La presenza del tema dell’amore nella quarta giornata ci spiega quanto, a livello quantitativo, sia uno dei temi portanti dell’opera. Per raccontare l’amore Boccaccio fa riferimento alla casistica amorosa che già ha prodotto Andrea Cappellano e fa riferimento alle situazioni amorose già presenti nella lirica amorosa del XII secolo o ancora allo stilnovismo. La decima giornata (10) è dedicata alla magnanimità.
Simmetria numerologica: conduce Boccaccio alla grande cultura scolastica medievale.
• Numero 10
• 7+3 numero delle fanciulle e dei fanciulli
• 10 giornate
• 100 storie
All’interno di questa struttura che ha le sue calcolate rispondenze interne, si aprono infiniti percorsi possibili dentro questo libro che è sia unitario che poliedrico poiché se si segue un filone tematico possono esserci determinate simmetrie all’interno dell’opera; se si segue un percorso che riguarda la figura femminile si apre dentro il Decameron un altro percorso possibile cioè una simmetria che rende possibile la creazione di diversi percorsi dentro il Decameron (legati ai personaggi, legati ai moduli narratologici, ai contesti storici).
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