Calandrino e l’elitropia

Calandrino era un modesto pittore che si faceva burlare da tutti.
Un giorno Maso del Saggio e un suo compagno, idearono uno scherzo contro di lui: fingendo di non averlo visto, cominciarono a parlare di alcune pietre nere (elitropie) che avevano la virtù di far diventare invisibile colui che le possedeva;a quel punto Calandrino, interessato, si fece raccontare di più e questi gli spiegarono che queste pietre si trovavano sul grato del Mugnone.
Maso presentò queste pietre come fossero pericolose: in quella società tutti volevano essere notati; le pietre avrebbero reso invisibili, ma Calandrino trovava tutto ciò affascinante.
Allora Calandrino, facendo finta di aver un dipinto da finire, andò a raccontare di queste pietre a Bruno e Buffalmacco (2 suoi amici).
Loro però dissero che sarebbe stato meglio se fossero andati di domenica quando la gente non lavorava cosicché nessuno potesse dargli noia(in realtà era un modo per ideare uno scherzo).

Domenica mattina partirono e Calandrino cominciò a prendere tutte le pietre nere che vedeva, fino a quando Bruno e Buffalmacco non si accorsero che era stracolmo di queste; allora cominciarono a dire:"Ma dove è andato Calandrino? Stai a vedere che ha trovato la pietra ed è tornato a casa senza dirci niente...ah se lo avessi quei vicino lo colpirei con questa pietra"(facendo finta di tirarla nel vuoto ma colpendo Calandrino).
Quando tornarono verso le loro case avevano già avvertito le guardie di farlo passare facendo finta di niente, e quindi Calandrino si convisse sempre di più della sua invisibilità fino a che non arrivò a casa e trovò la moglie che era arrabbiata perchè era in ritardo.
Pensò che le donne avessero il potere di far perdere le virtù della pietra, perciò cominciò a picchiare la moglie fino a che non arrivarono Bruno e Buffalmacco che lo fermarono e lo tranquillizzarono e dopo andarono a vantarsi in paese per il nuovo scherzo compiuto.

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