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Il ritmo della narrazione

Ogni storia è narrata con un ritmo diverso che risulta rapido se i principali avvenimenti sono riassunti in modo molto sintetico, lento se sono invece analizzati in modo minuzioso attraverso dettagliate descrizioni e riflessioni sui pensieri e sugli stati d’animo dei personaggi.

All’interno della stessa opera il ritmo muta seguendo il tempo della narrazione che può:
coincidere con il tempo della storia, come nelle scene dialogate;
essere più rapido rispetto al tempo della storia, come nel seguente passo dove un anno di vita di un personaggio è riassunto in poche righe;
essere più lento rispetto al tempo della storia, come nel seguente esempio, dove compare una dettagliata descrizione che segna una pausa nella narrazione;

Pertanto il ritmo della narrazione può essere:
accelerato mediante sintesi o ellissi costituite in certi casi da veri e propri salti cronologici; oppure rallentato mediante l’inserzione di pause, rappresentate da descrizioni, riflessioni o digressioni di vario genere.

Per esempio Nel 400 a.C. nacque la tragedia, una rappresentazione nella quale erano strettamente unite la poesia, la musica, la danza è la recitazione. Grandi tragici furono: Eschilo, Sofocle ed Euripide quindi anche grandi compositori di musica. Presso i Romani la musica ebbe minor sviluppo, essi infatti importarono teorie musicali, forme e generi dalle terre conquistate, particolarmente dalla Grecia.

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