Il tema del cambiamento d’identità, della spersonalizzazione, della trasformazione e del camuffamento ha sempre permesso agli autori di vagare nelle loro trame narrative e di costruire testi originali. Eppure, la metamorfosi non è solo un cambio di aspetto, un travestitismo, ma ha anche a che vedere con un processo continuativo di invecchiamento, crescita, sviluppo, maturazione o, in alcuni casi, di totale trasformazione.
Se si volge lo sguardo alla letteratura contemporanea, non si può fare a meno di citare “Le Avventure di Pinocchio”, di Carlo Collodi in cui il protagonista, da pezzo di legno, passa a burattino e, infine, a bambino. Tutti i personaggi di narrazioni fantastiche, in virtù dei loro poteri, riescono a trasformarsi e ad assumere identità diverse sottoponendosi a metamorfosi d’identità espressamente volute: in “Harry Potter”, di Joanne Rowling, la professoressa McGranitt si trasforma in un gatto; James, il papà di Harry, si trasforma in un cervo; Sirius, il padrino di Harry, diventa un cane. Il conte Olaf, in “Una serie di sfortunati eventi”, di Lemony Snicket, utilizza le più disparate maschere per l’ottenimento dei suoi scopi. Ma non vanno neppure dimenticati personaggi come il licantropo, che di notte si trasforma in lupo, e il vampiro, mutato in pipistrello.

Nella letteratura del nostro tempo, tre delle più interessanti e riuscite narrazioni sul tema della metamorfosi sono “La Metamorfosi”, di Franz Kafka, “Il naso”, di Nikolaj Gogol e “Il seno”, di Philip Roth.

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