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Intervista impossibile


Argomento: intervista a Leon Battista Alberti


Io: Signor Alberti, lei è per eccellenza una delle figure artistiche più poliedriche del Rinascimento: ci sono giunte, infatti, innumerevoli sue opere letterarie e artistiche. Ma, per cominciare, vorrei analizzare con lei “I libri della famiglia”, in particolare il passo in cui mette a confronto la vita familiare con quella politica.

Alberti: Innanzitutto, grazie mille per l’accoglienza e i complimenti.
Per quanto riguarda “Vita familiare e politica”, ho voluto evidenziare il nuovo pensiero con quello antico. Infatti, i due personaggi che qui si fronteggiano, Giannozzo, anziano e saggio, e Lionardo, intellettuale, giustificano le proprie scelte di vita. Giannozzo sostiene che bisogna vivere chiusi nel proprio ambito privato e godersi i propri beni. Lionardo, invece, afferma che bisogna dedicarsi agli altri, alla politica e che bisogna anteporre il bene della patria al proprio.

Io: So che lei scrisse altre opere di cui gli “Intercoenales”. Personalmente sono rimasta molto affascinata da un brano, “Il sogno”: qual è il concetto che vuole evidenziare in questo brano?

Alberti: Questo dialogo si svolge tra due personaggi: Libripeta, “cercatore di libri”, satira dell’intellettuale umanista fanatico di una cultura tutta libresca, e Lepido, “scherzoso”, controfigura ironica e dissacrante dell’autore stesso. Qui, Libripeta narra a Lepido di una sconcertante discesa nel “paese dei sogni”, che si presenta in realtà come un paesaggio infernale. Nel suo viaggio Libripeta scopre un catalogo di beni vani e stupidamente ricercati dagli uomini e arriva alla conclusione che l’unica cosa assente nel regno delle “cose perdute” è la pazzia, che continua ad appartenere al mondo degli uomini.
In questo brano ho cercato di evidenziare che il sogno, in quanto evasione dalla realtà, permette di evitare la pazzia.

Io: Invece, possiamo considerare il “Momus” una soluzione al tema dell’artista-genio?

Alberti: Quello era il mio intento, poiché ho voluto assimilare l’artista genio con il genio creatore. Infatti, il protagonista, Momo, è un dio maligno che provoca il caos nel mondo degli dei. In seguito a questo, viene cacciato da Giove ed esiliato sulla Terra. Successivamente, si passa ad un’osservazione relativa agli uomini “fuori del comune”, che “per ingegno emergono dalla massa. Questi individui sono simili a Momo, un individuo eccezionale per la sua rarità, che rivela in sé qualcosa di divino.

Io: Infine so che ha dedicato gran parte della sua ricerca alla trattatistica figurativa. A questo proposito, vorrei esaminare con lei un passo tratto da “L’architettura”: “L’architetto, artista ideale dell’Umanesimo”.

Alberti: Certo, in quest’opera ho voluto dare la mia definizione di architetto: colui che può progettare ed in seguito edificare opere che congiungano la bellezza all’utilità. Infatti, il mio modello di artista è quello la cui formazione comprende anzitutto la cura delle discipline di carattere morale e sociale. Mi piace, inoltre, definire la bellezza come armonia.

Io: Grazie mille per il tempo che mi ha dedicato, è stato un onore poterla intervistare e scoprire le idee che l’hanno spinta a comporre queste opere.

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