Il diario

Il diario è un tipo di testo di carattere privato, personale, nel quale l'autore annota giorno per giorno (la parola “diario” significa infatti “registro giornaliero”, dal latino dies = “giorno”) gli avvenimenti più significativi della sua vita, le sue esperienze, le sue riflessioni, i suoi sentimenti e i suoi stati d'animo.
Il diario pertanto è un testo intimo, segreto, scritto dall'autore per motivi del tutto personali e destinato a non essere letto da nessuno, se non da chi lo scrive.
Gli scopi per cui si scrive un diario sono vari: per “sfogarsi”, per aver la possibilità, registrando fatti, episodi di vita, sensazioni, stati d'animo, di reagire nei confronti della solitudine, di eventuali torti o delusioni subite.
Di qui l'instaurarsi di un colloquio con se stessi o con un interlocutore immaginario: l'amico diario per l'appunto!

Oppure, per riflettere su se stessi, per far chiarezza dentro di sé. Registrando infatti ciò che è accaduto e analizzando le proprie reazioni, si ha la possibilità di valutare i pro e i contro di certi comportamenti e quindi capire meglio se stessi, ciò che si pensa e si sente.
Per conservare memoria di ciò che si fa e di ciò che si prova: questo permette, a distanza di anni, non solo una ricostruzione del proprio passato, ma anche un utile confronto tra come si è diventati e come si era.
Per annotare, accanto a fatti personali, privati, anche fatti ed eventi di portata storica di cui si è testimoni e di cui si sente il bisogno, la necessità di lasciare traccia e memoria.
Talvolta i diari personali, intimi, vengono pubblicati e quindi destinati alla lettura di un vasto pubblico. Ciò generalmente avviene dopo la morte dell'autore. Vengono usualmente pubblicati perché considerati importanti per una più approfondita conoscenza del carattere e della personalità di chi li ha scritti, soprattutto se si tratta di un personaggio famoso.
Inoltre, perché possono costituire una preziosa testimonianza di determinati fatti e periodi storici e perchè informano su particolari situazioni di interesse umano o sociale (ad esempio, il Diario di Anna Frank).

Le caratteristiche del diario

- Suddivisione in brani (pagine di diario) ciascuno dei quali è contrassegnato da una data:
giorno, mese, anno, talvolta anche l'ora in cui viene scritto.

- Presenza di formule di saluto a introduzione e conclusione di pagina (“caro diario”, “ti
abbraccio”, “ciao” ecc.).
- E' scritto in prima persona singolare.
- L'autore del diario ne è anche il protagonista.
- L'autore riporta fatti reali e registra riflessioni, stati d'animo provati veramente.
- L'autore annota fatti e riflessioni giorno per giorno (o comunque con una certa regolarità), rispettando l'ordine cronologico.
- Esposizione a volte libera, con frequenti salti da un argomento ad un altro, a volte frammentaria in quanto la narrazione di un fatto può alternarsi all'annotazione di una riflessione personale, di una reazione.
- Frequente la presenza di abbreviazioni di informazioni sottintese o incomplete in quanto il diario è un testo scritto per se stessi.
- Uso del presente o del passato prossimo come tempi verbali, in quanto, generalmente esiste un rapporto di contemporaneità tra l'accadere degli avvenimenti e la loro registrazione nel diario.
- Utilizzo di un linguaggio semplice, diretto, di tipo colloquiale.

Il diario di invenzione

Il diario di invenzione è basato sulla finzione. Le vicende che in esso vengono narrate, infatti, non sono vere, bensì sono frutto della fantasia di un autore che fa parlare in prima persona il protagonista (adulto o ragazzo), utilizzando lo stile e le tecniche tipiche del diario. Di conseguenza, mentre nel diario vero, reale, l'autore è anche il protagonista degli avvenimenti e delle riflessioni riportati, nel diario d'invenzione l'autore non si identifica con il protagonista del diario stesso. L'uso della prima persona singolare non deve, dunque, ingannare: si tratta di una finzione letteraria in cui chi parla è un narratore fittizio, creato appunto dalla fantasia dell'autore.

Inoltre, poiché questo tipo di diario viene scritto per essere pubblicato, il linguaggio usato è curato, formale, anche se frequentemente vengono inserite espressioni colloquiali, tipiche del lessico familiare, proprio per rendere la finzione più credibile.

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