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Analisi di un testo narrativo - riassunto scaricato 82 volte

Come eseguire l'analisi di un testo narrativo


Fabula o intreccio:
Fabula: è costituita dagli avvenimenti nel loro ordine naturale, e segue la successione temporale (il “prima” e il “dopo”) e causale (dalle cause alle conseguenze).

Intreccio: è l’ordine in cui vengono raccontati gli stessi avvenimenti, e può seguire, alterare o sovvertire la successione logica e cronologica degli avvenimenti.

Analessi o prolessi:

Analessi: È un procedimento che interrompe la narrazione per raccontare qualcosa che è accaduto prima dell’inizio della storia che si sta raccontando.

Prolessi: È un’anticipazione di fatti che avverranno in futuro.

Le sequenze:

Sono: segmenti di testo, omogenei per contenuto e caratteristiche.

Di solito, una sequenza è riconoscibile per due caratteristiche:
• è una porzione di testo autonoma sul piano del contenuto e della sintassi, della quale il lettore può identificare l’inizio e la fine (all’interno della sequenza restano costanti i personaggi, il luogo dell’azione, il tempo in cui si svolge);
• è riassumibile con una breve frase verbale o nominale. (schema allegato 1)

Il passaggio tra le sequenze:

Possiamo individuare i passaggi fra le varie sequenze considerando:
• il cambiamento di luogo e di tempo (per esempio, un salto temporale); • la comparsa o l’uscita di scena di un personaggio;
• il cambiamento della modalità di scrittura (per esempio, il passaggio dalla descrizione al dialogo).

La struttura narrativa:

Situazione iniziale: Presenta i personaggi e la situazione da cui ha inizio la vicenda, rappresenta quindi l’inizio della storia. Presentando i personaggi, solitamente se ne indicano il nome, le qualità fisiche e spirituali, i luoghi che frequentano, le cose che possiedono e che cosa fanno all’inizio della storia.

La situazione iniziale può essere:
• in equilibrio: il protagonista, all’inizio della storia, si trova in una situazione di stabilità;
• in conflitto: il protagonista è già in contrasto con qualcosa o qualcuno.

Esordio: È l’avvenimento che, modificando la situazione iniziale, dà il via alla vicenda.
• Può turbare l’equilibrio iniziale.
• Può accentuare il conflitto esistente.

Peripezie: Sono gli avvenimenti che modificano la situazione in cui il protagonista agisce, determinando un peggioramento o un miglioramento delle sue condizioni e introducendo, per il lettore, lo Spannung. Lo Spannung, che indica appunto i momenti di massima tensione narrativa ed emotiva del testo: è il culmine della narrazione e, a volte, contiene colpi di scena.
Scioglimento: È il momento conclusivo della storia.
• Si ristabilisce l’equilibrio: il conflitto iniziale si appiana.
• Finisce in catastrofe: l’eroe muore o perde ciò che aveva trovato.

Il tempo:


Ogni storia fornisce al lettore informazioni sull’epoca in cui gli avvenimenti hanno luogo: rispetto al momento in cui l’autore scrive, la vicenda può collocarsi:
• nel passato, in un’epoca imprecisata (tanti e tanti anni fa…; c’era una volta…) o in un momento storico specifico, come per esempio nel caso de I Promessi Sposi (1840) di Alessandro Manzoni (1785-1873), che è ambientato nel Seicento;
• nella contemporaneità, come nel romanzo Uomini e no (1945) di Elio Vittorini (1907-1966), dove l’autore racconta, per così dire in contemporanea con gli eventi reali, una storia legata alla Resistenza milanese durante la Seconda guerra mondiale;
• nel futuro, come accade nei romanzi di fantascienza. Attenzione però: il «futuro» che vi si racconta può risultare «già passato» per il lettore di oggi, come nel caso di 1984 di George Orwell (1903-1950), pubblicato nel 1949; ciò non toglie che la dimensione temporale del racconto rimanga quella del futuro.

Tempo della storia e tempo del racconto

Chiamiamo tempo della storia (e lo indichiamo con la sigla TS) l’arco di tempo che gli avvenimenti occupano (nel nostro caso, i dodici mesi di noviziato della monaca);

Chiamiamo tempo del racconto (e lo indichiamo con la sigla TR) la sua rappresentazione narrativa, ossia lo spazio che l’autore attribuisce agli avvenimenti nel testo dedicando a ciascuno una certa quantità di parole, righe o pagine e determinando in questo modo il tempo che il lettore dedicherà loro.

Come alterare il tempo

Accorciare la narrazione: si può creare dei salti temporali, cioè tacere fatti accaduti in un determinato arco cronologico creando un’ellissi; può far procedere la storia attraverso il succedersi di azioni e fatti (narrazione), oppure sintetizzare una serie di avvenimenti con poche parole attraverso un sommario. In questi casi, l’autore si servirà prevalentemente di sequenze narrative.

Allungare la narrazione: Può interrompere la narrazione dei fatti e lasciare sospesa la vicenda per fornire informazioni sui personaggi, sui luoghi o sul contesto storico mediante l’inserimento di una pausa (più breve) o di una digressione (più estesa); lo stesso effetto di «rallentamento» si ottiene introducendo commenti della voce narrante. Attraverso tali modalità si dilata la durata narrativa poiché, mentre il testo continua a scorrere sotto l’occhio del lettore (e scorre il tempo del racconto), il tempo della storia è fermo, cioè la vicenda non procede. Queste forme della durata presenteranno una prevalenza di sequenze riflessive e descrittive.

Il ritmo: Le variazioni del rapporto tra tempo della storia e tempo del racconto determinano il ritmo della narrazione: le diverse forme della durata narrativa, infatti, rallentano o velocizzano il concatenarsi degli eventi all’interno della vicenda. (schema allegato 2)

Lo spazio:

Luoghi reali: La storia è ambientata in posti che esistono davvero nella realtà.

Luoghi realistici: Si tratta di luoghi che non esistono nella realtà ma che vengono raccontati in modo talmente verosimile da farli sembrare veri

Luoghi immaginari: Si tratta di luoghi creati dalla fantasia dell’autore e che, evidentemente, non fanno parte del mondo reale.

I personaggi:

I Ruoli dei personaggi.
Gli avvenimenti di un racconto sono determinati dalle azioni dei personaggi. Possiamo distinguere i personaggi in base ai ruoli e alle funzioni che ricoprono nella vicenda.
I ruoli principali sono: protagonista, antagonista, oggetto (del desiderio), aiutante.
• Il protagonista, o eroe, è il personaggio attorno a cui si sviluppa l’azione: dà inizio alla storia e ne è il principale artefice; egli deve raggiungere un obiettivo, risolvere problemi o realizzare aspirazioni personali.
• L’antagonista si oppone all’azione del personaggio protagonista, creando ostacoli. La sua presenza determina una situazione conflittuale.
• L’oggetto del desiderio può essere qualcosa di materiale (l’oro nei romanzi che raccontano la Corsa all’oro), un bene astratto (il potere, la libertà, la verità, l’amore di qualcuno), una persona (Lucia ne I Promessi Sposi) o semplicemente un obiettivo da raggiungere. Esso è il motore della storia perché mette l’uno contro l’altro il protagonista e l’antagonista.
• Gli aiutanti sono coloro che si schierano con uno dei contendenti. Se l’aiutante è alleato del protagonista, è detto positivo; se favorisce l’antagonista, è detto negativo (o oppositore). Talvolta si determina un’inversione, perché l’oppositore, nel corso della vicenda, può trasformarsi in aiutante positivo o viceversa.

I ruoli dei personaggi
Una delle principali funzioni narrative è ricoperta dall’oggetto del desiderio, perché è grazie a esso che la storia “si muove”: il protagonista e l’antagonista lo cercano, gli aiutanti positivi o negativi intervengono. Se consideriamo i personaggi in base al loro rapporto con l’oggetto, individuiamo due funzioni principali: il destinatario e il destinatore.

La gerarchia dei personaggi
Non tutti i personaggi sono uguali, anzi: tra di loro esiste una precisa gerarchia, che ogni lettore percepisce. All’interno di una storia ci sono personaggi più o meno importanti.
• Personaggi principali: hanno i ruoli centrali (protagonista, antagonista); in particolare il protagonista è il personaggio più importante: è sempre al centro del discorso narrativo e su di lui si concentra maggiormente l’azione.
• Personaggi secondari o minori: hanno un ruolo di secondo piano (aiutanti), ma sono funzionali allo svolgersi dell’azione, quindi condizionano lo sviluppo dell’intreccio.
• Comparse: hanno un ruolo marginale e poco significativo, fanno da sfondo alla situazione, caratterizzano l’ambiente, ma senza alcuna influenza sullo sviluppo dell’intreccio.

La caratterizzazione dei personaggi

Caratterizzazione anagrafica e fisica: La caratterizzazione anagrafica del personaggio fornisce al lettore gli elementi fondamentali per identificarlo, come il sesso, il nome, l’età ecc., mentre quella fisica fornisce informazioni sull’aspetto, l’abbigliamento, i modi di fare e le espressioni, grazie ai quali chi legge può farsi un’idea della sua personalità.

Caratterizzazione psicologica e ideologica: Emergono nettamente i lati del carattere, ma anche le idee e le opinioni del personaggio. A seconda della complessità e profondità della descrizione psicologica di un personaggio, si parla di tipo o individuo. Il personaggio tipo (o piatto) è statico, cioè non si evolve nel corso della storia, ha tratti psicologici costanti e una fisionomia rigida, che ne mettono in risalto un difetto (avarizia, viltà...) o una qualità (generosità, mitezza...) e ne fanno il simbolo di una condizione umana. Sono tipi i personaggi delle favole e delle fiabe (il buono, il cattivo, la fanciulla), ma anche un don Giovanni o uno scienziato pazzo: figure le cui caratteristiche sono immediatamente riconoscibili e rimandano a un modello umano noto a tutti per i suoi comportamenti. Il personaggio individuo (o a tutto tondo) è dinamico, cioè si evolve nell’arco della narrazione, mostra la capacità di adeguarsi alle situazioni e di trasformarsi, ha tratti psicologici complessi e a volte persino contraddittori: non è immediatamente riconoscibile, e parte del piacere della lettura consiste nello scoprirne i lati della personalità.

Tipi di narratore:

Narratore interno: io narrate (narrato al presente), io narrato (narrato al passato)

Narratore esterno: palese (interviene nel racconto), nascosto (non interviene nel racconto)
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