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La vite

69 milioni di tonnellate all’anno nel mondo. Europa 3.6 milioni di ettari e 27 milioni di tonnellate.
• Italia: 720.000 ha; 7.1 milioni di tonnellate; 36.937 ha di biologica
• Francia: 6.6 milioni di tonnellate
• Spagna: 5.8 milioni di tonnellate
Vini prodotti con:
• Vitigni a bacca rossa (Merlot, Cabernet) e bianca (Chardonnay) molto adattabili a diverse condizioni pedoclimatiche
• Vitigni autoctoni  prodotto in aree precise (in Italia più di mille autoctoni)
• Vitigni internazionali + autoctoni fondere caratteri apprezzati internazionalmente con quelli apprezzati localmente.
Italia: 33 vini DOCG; 311 Doc; 117 IGT
Origine e domesticazione
All’inizio era selvatica, tipica di climi temperati, poi nei secoli si sono ottenute molte varietà.
Tre aree di domesticazione: orientale, anatolico- balcanico, occidentale.
Classificazione botanica
Classe Magnolipsida-Dicotiledoni, sottoclasse Rosidae, ordine Ramnales, famiglia Vitaceae, fenere Vitis L, specie Vitis Vinifera, sottospeci Vitis Vinifera sativa (domestica) e Vitis Vinifera Syilvestris (selvatica)
Portinnesti americani: Vitis rupestris, ripatria e Berlandieri
Ibridi per innesti: V. lambrusca e V. astivalis.
Apparato ipogeo
Apparato radicale composto da radici avventizie. Può avere apparato radicale molto esteso a seconda del terreno, del vigore della pianta, dal portinnesto, da fertilizzazione e irrigazione.
• Diversi tipi di radicazione: il primo nei primi 50 cm dove trova le migliori condizioni nutrizionali, gli altri vanno anche oltre i 3 m e garantiscono buon apporto idrico.
È diviso in tre zone:
. Radici di sostegno (permanenti)
. Radici esplorative diramate da quelle di sostegno
. Radici assorbenti che durano circa una settimana
Apparato epigeo
Asse principale (fusto) da cui si originano branche e branchette, da queste ultime si sviluppano rami annuali che generano i germogli.
Il fusto e le branche sono ricoperte da una corteccia esterna chiamata ritidoma.
I rami di un anno si chiamano tralci (lunghi, con molte gemme) o speroni (corti, con poche gemme).
Dalle gemme dormienti si originano i germogli. Le gemme di controcchio originano i germogli doppi.
L’asse del germoglio è strutturato in nodi e internodi, ogni nodo porta una sola foglia.
All’ascella della foglia c’è una gemma pronta che genera una femminella. Dal 2° al 4° nodo successivo a quelli della corona si originano i grappoli e viticci, in posizione opposta alle rispettive foglie.
La gemma ibernante resta tale fino alla fine dell’inverno successivo. È una gemma composta, perché comprende una gemma principale e due sottogemme. Quando la principale viene danneggiata le altre prendono il suo posto.
Durante lo sviluppo della gemma, l’apice del meristema della gemma si suddivide per continuare la crescita dell’asse principale e per formare il primordio indifferenziato (=struttura non ancora indirizzata per formare infiorescenza o viticcio.
La differenziazione avviene dalla fioritura in poi e termina a metà della stagione estiva.
La foglia è formata da:
• Picciolo: dal punto di inserzione del picciolo si sviluppano 5 nervature principali, da cui si sviluppano le secondarie che terminano con uno stoma modificato in grado di emettere acqua (guttazione)
• Lembo: palmato e nervato
Il viticcio è l’organo con cui si sostengono ai tutori, formato da peduncolo, ramificazioni primarie e secondarie.
I fiori sono collocati sugli assi terminali, su una sola infiorescenza ci possono essere decine fino a diverse centinaia di fiori (sono ermafroditi).
I tralci di un anno vengono inseriti sul fusto di 2 anni.
I grappoli si formano in forma alterna alle foglie.
In punta ci sono i germogli vegetativi (parte che è in continua crescita)
Viticci: derivano da una foglia trasformata (evoluzione) e servono alla pianta ad aggrapparsi
Vite: pianta rampicante e lianosa. Germogli inseriti sul fusto. Prevalgono le gemme miste (sia germogli che grappoli)
Abbozzo dell’infiorescenza: piccolo grappolo neoformato che darà origine all’infiorescenza
Fertilità della gemma: numero di grappoli già presenti all’interno della gemma. Sapere questo ci aiuta nel momento della potatura.
Fattori importanti nella produzione per ettaro
• Carica di gemme (n° gemme per ceppo)
• % germogliamento gemme
• Fertilità gemme (n° medio grappoli)
• N° fiori per grappolo
• % allegagione (%colatura) – caduta fiori (pianta ne produce molti ed elimina poi quelli in più
• N° acini per grappolo
• Peso medio acini
• Peso medio grappoli
• N° grappoli per ceppo
• N° ceppi per ettaro
• Produzione per ettaro
Gemma sterile, in casi eccezionali, può produrre (poco) assumendo il ruolo di gemma suppletiva non conteggiata nella potatura, neanche la gemma basale sterile. (si conta dalla prima gemma fertile).
Fattori qualità (produzione)
• Forma di allevamento
• N° ceppi per ettaro
• Carica di gemme a ceppo
• N° germogli
• Superficie fogliare
• N° grappoli
• N° fiori
• N° acini
• Peso acino
Riduzione flusso linfatico con colature, piegature.
Acrotonia (=dominanza apicale) se il tralcio viene piegato verso il basso si riduce la vigoria. Riduzione di vigoria porta a un aumento di produzione perché la pianta nutre i grappoli. All’interno della pianta c’è competizione tra la produzione e la vigoria.
Gemme: nascono all’ascella delle foglie e possono essere:
• Pronte: formate durante l’anno e germogliano in quell’anno. Danno vitta a rami anticipati
• Ibernanti: formate l’anno precedente al loro germogliamento
• Latenti: germogliano solo in caso di necessità (danni da freddo, gelate tardive) servono a ricostruire la chioma. Si trovano nel cordone permanente.
Femminelle: sviluppate nei nodi e nei punti dove vengono tagliati i tralci, sottrazione di superficie fotosintetizzante  la pianta recupera con le femminelle
Quando le piante hanno tante femminelle, c’è un elevato vigore della pianta. Se i tralci vengono piegati verso il basso c’è una riduzione delle femminelle (causano minor passaggio d’aria: botrite, marciume acido). A volte possono essere produttive, ad esempio dopo grandinata a metà maggio. I grappoli sono piccoli, maturano tardi e c’è problema con la raccolta meccanica, perché non c’è buona qualità.
• Gemme ibernanti: germogliano la primavera successiva. Si formano a lato della gemma pronta, producono foglie e frutti. Ha un asse principale (germoglio uvifero) e due gemme di controcchio (se muore la principale).
• Gemme latenti: vengono racchiuse nel nuovo legno di crescita. La base della gemma viene inglobata nel legno, l’apice resta all’esterno. Si vegliano se ci sono traumi o potature sbagliate. Producono succhioni (eliminati con la potatura verde. Hanno elevata vigoria e non producono grappoli).
Per sapere la fertilità media delle gemme (va da 1 a 3)  n° gemme/n° grappoli.
Le varietà a grappolo piccolo producono più grappoli.
Carica di gemme: una volta stabilito il numero di gemme per ettaro:
• Se ci sono tante piante, poche gemme per pianta
• Se ci sono poche piante, tante gemme per pianta
Speronatura: tagliare tutte le gemme produttive
Centri vegetativi: dove la pianta produce sempre nuovi germogli. Sempre nella stessa posizione
Sylvoz: taglio centro produttivo rischio mal dell’esca
Speronatura più semplice la potatura, la gestione e il cordone permanente dura più anni. Fatta solo in vitigni con elevata fertilità basale, cioè che produce sulle gemme basali.
La pianta al proprio interno ha meccanismi di adattamento, se non ci sono gemme produttive germogliano gemme che in condizioni normali non produrrebbero.
Nutrizione idrico-minerale attenta fertirrigazione e concimazione abbondante induco vigoria della pianta, quindi aumenta la % di germogliamento.
Potatura tradizionale: chioma espansa e potatura lunga con tralci curvati (Guyot, Sylvoz, doppio capovolto)

Bassa densità d’impianto, molte gemme, disformità di produzione e scarsa attitudine alla raccolta meccanica e potatura meccanica
Raccolta meccanica: costi ridotti, 60 h/uomo/ha anno (doppia cortina)

Raccolta manuale:  500h/ha
Pettinatura: spostare tralci verso l’esterno, ad esempio nell’allevamento a doppia cortina
Defogliatrice: taglia e aspira le foglie, poi vengono espulse; la defogliazione serve a creare un microclima favorendo la maturazione dell’uva ed evitare malattie
• Cordone libero: portamento che ricade verso il basso. Con le cimatrici si taglia l’apice vegetativo, quindi si toglie la dominanza apicale e i tralci si sviluppano più in larghezza che in lunghezza  migliore intercettazione della luce e minor affastellamento delle foglie attorno all’uva.
• Cordone libero mobilizzato: le piante crescono verticalmente per favorire la raccolta a scuotimento verticale. Nel palo viene messo un cappellotto (serve ad ammortizzare le vibrazioni), grazie a questo il ferro si alza e oscilla quando passa la vendemmiatrice (ha una stella che permette di alzare il cordone permanente). Il filo è a spirale, il cordone viene girato attorno al filo, così migliora la raccolta perché cordone e filo mantengono un corpo unico.
Assomiglia anche a una curvatura perché rallenta la linfa e quindi c’è meno dominanza apicale (se no produrrebbero solo in punta.)
Le perdite in mosto sono ridotte perché i battitori e gli acini non entrano in contatto. L’uva resta intera così non si innescano reazioni di ossidazione.
Bianchi 3-4% mosto libero 71% acini 24% grappoli integri
Nero 4% mosto libero 91% acini 14,6% grappoli integri

Oggi si usano prevalentemente vendemmiatrici a scuotimento orizzontale.
Prepotatrici: preparano il lavoro di potatura, tagliando i tralci in pezzi fini (si staccano dai fili che sostengono la vegetazione). Fa il 50% del lavoro totale.
Cimatrici: lavoro di potatura verde
acini grappoli mosto Foglie ecc.
Bianco Orizzontale 86 3.5 9.3 1.1
Verticale 80 15 3.6 0.2
Nero Orizzontale 81 9.9 6.8 1.5
verticale 73 23 2.9 0.4
Più mosto c’è, meno è di qualità la vendemmia.
• Combi: vigneto sperimentale, ha doppio filare e struttura che può sostenere i tralci verticalmente. Combina GDC con sistemi a parete verticale (Sylvoz, Guyot)
• Allevamento a siepe: potatura con macchine che tagliano solo i tralci lunghi. Gli altri tralci vengono fissati ai fili di ferro per evitare che cadano.
Potatura a 15 cm dalla parete.
Il terzo anno la siepe diventa stabile. Riduco tempi di potatura, manuale pari a zero.
Aumento la sanità delle piante perché non taglio il legno vecchio (rischio mal dell’esca e flavescenza dorata)
Fisiologia della pianta: meno tagli, più salute. La struttura è il più spontanea possibile.
Potatura normale: costrizione per raggiungere risultati.
Potatura semiminima: grappoli maggiori ma meno compatti.
. Migliora qualità e sanità dell’uva
. Ottimizzazione della luce
. Meccanizzazione integrale100% operazioni meccanizzate
. Migliore produttività
Potatura semiminima: 0.07% botrite
Potatura tradizionale: 8.75% botrite, grappoli compatti, si schiacciano, ferite muffe e lieviti

Speronatura totale: lasciare solo la gemma corona alla base dello sperone. Prove sul merlot a doppia cortina (tutti i tralci speronati totalmente)  produzione: 31/35 t/ha e 18 grado zuccherino
Dipende dalla varietà se la fertilità basale è alta, la pianta percepisce che tutte le gemme sono state tagliate tranne la gemma corona, la pianta interviene facendo sì che la gemma corona produca normalmente.
Per fare questa potatura, la nutrizione idrico-minerale deve essere molto attenta, così la pianta non va in stress idrico e minerale.
Si devono lasciare ampi centri vegetativi  la potatura molto corta li fa aumentare.
Gelate primaverili: il legno vecchio (cordone permanente) non subisce danni. Il legno giovane subisce danni, si può spaccare o la pianta può morire.
Sbancamento: può compromettere la fertilità del suolo perché le radici non trovano nutrimento.
La vite può essere coltivata a 600-900m sul livello del mare, sulle alpi.
Si stanno sperimentando nuove varietà caratterizzate da resistenti alle principali malattie (peronospora e oidio). Non sono resistenti al 100% ma anziché fare 14-15 trattamenti l’anno se ne fanno 4/5.
Nuove varietà  merlot carus e cantus
Si cerca di ottenere uve e vini simili ai vigneti normali  per incrocio manuale di vitis vinifera e vite selvatica. 96-97% patrimonio genetico vitis vinifera e 3% vite americana.
Portinnesti americani: 420°; 1103 Paulsen  resistenti alla fillossera
La parte aerea dipende dalla varietà che si vuole coltivare.
Clinto: non commerciabile per l’alta concentrazione di alcol metilico (problemi alla vista)
È bene evitare il reimpianto di un vigneto per i rischi della stanchezza del terreno anche se nelle zone vocate è impossibile non reimpiantarlo (es. Valdobbiadene).
Si fa disinfezione del terreno: distruggere ogni forma di vita del terreno con bromuro di metile (ora vietato). Poi si fanno concimazioni chimiche e organiche importanti per ridare fertilità.
Francia tecnica prima dell’espianto: trattamento con abbondante glifosate. Le piante muoiono e quindi anche i parassiti che si nutrono di esse muoiono non trovando più l’ospite dove nutrirsi e non avendo il tempo per trovarne uno nuovo.
Epoca impianto: meglio in primavera perché piantando in autunno si rischia di esporre le barbatelle al freddo invernale. Coprire e scoprire le barbatelle sarebbe una soluzione ma ha un costo elevato. Se si pianta a marzo, le barbatelle non soffrono il freddo, iniziano a vegetare velocemente e hanno forte vigore vegetativo.
Modalità impianto: orientamento nord-sud: filari illuminati totalmente, nelle ore più calde c’è ombreggiamento e la mattina illumina da est. Venti: se colpisce da nord colpisce il filare in lunghezza, minor rischio caduta filari.
Portinnesto: più diffuso Kober 5BB, resiste a malattie, ha buona vigoria.
Si fanno ricerche per trovare resistenza a peronospora e oidio. Si fanno prove sperimentali che durano decine di anni.
Trattamenti contro peronospora: 1 inizio vegetazione, 1 4-5 foglie, 1 fioritura, 1 prima o dopo raccolta.
Le ricerche portano a una riduzione dei costi per trattamenti, meno inquinamento e meno sostanze nel vino.
Prove: centinaia di piante fecondate a mano (pianta americana con italiana). L’ibrido ha caratteristiche intermedie, deve resistere a oidio e peronospora
Portinnesto 1103 Paulsen: centro sud, perché resiste a siccità; l’apparato radicale si approfondisce bene nel terreno.
Sistemazioni del terreno in pendenza:
• Ritocchino: segue linee di massima pendenza
• Terrazzamento: muretti a secco che sostengono il terreno
• Girappoggio: parte dall’alto in maniera concentrica e si appoggia finché arriva alla base.
Potatura: si regola l’altezza dell’impalcatura e la disposizione nello spazio dei germogli. Si deve equilibrare il rapporto tra l’apparato fogliare e grappoli. Si deve decidere anche la carica delle gemme e la loro posizione. In base alla carica la potatura è:
• Corta: speroni con 2-3 gemme
• Lunga: 8-10 gemme per tralcio
• Mista: tralci lunghi e corti
• Povera: poche gemme per ceppo
• Ricca: molte gemme per ceppo
Filo inox: resiste molto, diametro 1.5mm, non si arrugginisce e non serve ritensionare i fili
Potatura di allevamento: massimo sviluppo morfologico della pianta. 1° anno pianta cresce. Fine 1° anno pianta tagliata a due gemme. 2° anno sviluppo vero e proprio; un tralcio utilizzato per fusto e cordone orizzontale.
Defogliazione: permette passaggio della luce su cordone permanente altrimenti non ci sarebbe stimolo per emettere nuovi capi a frutto.
Scacchiatura: maggio perché germogli sono nella fase ottimale per essere asportati. Se fatta prima c’è il rischio dell’emissione di nuovi germogli; se fatta dopo, germogli troppo duri.
Cimatura: non c’è dominanza apicale e il tralcio resta in posizione verticale.
Spollonatura:
• Meccanica: flagelli in plastica rovinano epidermide fino al cambio
• Chimica: prodotti che seccano i germogli
• Manuale
Legatura: si mettono i tralci in posizione verticale, poi i fili tengono i tralci in posizione verticale
Cortina: vegetazione va verso il basso
Casarsa: anziché avere archetti come Sylvoz, i tralci sono liberi e col peso della produzione si piegano verso il basso.  riduzione costi di manodopera per piegare i tralci
Lyra: no vendemmia a scuotimento verticale o orizzontale, perché vendemmiatrice non può passare in mezzo. È simile al Combi
Tendone: per uva da tavola
Bollettino sapere con 3-4 mesi di anticipo quante saranno le gemme a fiore.
Concimazione di produzione: quando il vigneto è in produzione. Viene fatta per restituire le asportazioni annue; azoto fosforo e potassio vengono asportati dalla pianta per produrre uva.
• Fosforo e potassio: non tutti gli anni, ma usando quantità elevate tenendo conto che gli anni prima non si è concimato. (sono poco mobili)
• Azoto: ogni anno perché lisciviabile, viene trasportato facilmente in profondità e quindi non è più disponibile gli anni successivi. È importante per produzione di alta qualità
. Eccessi: malattie
. Carenze: scarsa produzione e qualità
. All’inizio della stagione vegetativa, fase di germogliamento, piccole quantità
. Le altre quantità: frazionate fino alla pre-fioritura (non oltre perché provoca sviluppo vegetativo botrite e marciume acido, mette a rischio la sanità del grappolo.
Anche l’erba falciata se lasciata in campo arricchisce il terreno, se non viene lasciata lì, la quota di concimazione sarà maggiore
Analisi fisico-chimiche: se non si conosce il terreno, per vederne la composizione. Gli apporti di concime vengono fatti in base alla competizione e alla mancanza di elementi.
Capacità di scambio cationico: capacità del terreno di fissare cationi per poi cederli quando le piante lo richiedono. (se scarsa, non fissa gli elementi)
È fondamentale che i terreni assorbano gli elementi e li rilascino quando le piante ne hanno bisogno. I terreni argillosi e con molta sostanza organica  elevata capacità di scambio cationico.
Profondità del terreno: fondamentale, se è profondo solo 20cm e poi c’è la roccia madre, il terreno avrà poca disponibilità di elementi nutritivi  non adatto.
Precessione colturale: se prima c’erano leguminose, c’è buona quantità di azoto.
Portinnesto: in base alla varietà, regola la vigoria della pianta. Pianta più vigorosa richiede più elementi nutritivi.
Produzione N P2O5 (anidride fosforica) K2O (ossido di potassio)
200q/ha 87Kg/ha 46Kg/ha 128Kg/ha

Consumo medio X Kg di uva= azoto 0,36 Kg
Eccesso di potassio  favorisce disseccamento del rachide (patologia che secca il grappolo 15/30gg prima della raccolta con perdita di produzione.) per evitare si aumenta quantità di magnesio.
Irrigazione
Se attuata si devono distribuire 10-15% in più di elementi nutritivi perché possono essere dilavati ed essendo la pianta irrigata, è più vigorosa e necessita di più elementi nutritivi.
Eccesso: troppo vigore  marciume, affastellamento delle foglie
Si deve dare ciò che la pianta consuma. La pianta consuma circa 4-5mm (dipende da varietà, concimazione, portinnesto) d’acqua al giorno, se inerbito.
Per irrigare si fa il bilancio idrico, tenendo conto delle piogge e i consumi idrici della pianta. Quando si arriva a 0 si inizia a irrigare.
Stress controllato: mancanza controllata d’acqua  aumenta la qualità
Se diventa incontrollatosi arresta lo sviluppo vegetativo, la fotosintesi, l’accumulo di zuccheri, peggiora le qualità dell’uva e della pianta.
Per irrigare possono esserci dei sensori che rilevano la % di umidità o la capacità del terreno di trattenere l’acqua (più capacità ha e più bisogna irrigare)
Suzione: capacità della pianta di prendersi l’acqua.
Stato salute e produzione: dipende da temperatura dell’aria e del suolo (se la temperatura è elevata  stress termico, effetti negativi sulla produzione)
Negli ultimi anni si attua l’irrigazione perché c’è una cattiva distribuzione delle piogge
Irrigazione a goccia. Quando la pianta ne ha bisogno, c’è distribuzione costante. Evita eccessi
Carenze: in alcuni casi porta a produrre uve di scarsa qualità
Controllo avventizie
Interfila:
• Inerbimento (nord) c’è disponibilità idrica, limita gli eccessi e permette di entrare in campo più facilmente se il terreno è bagnato con le macchine
• Lavorazioni del terreno (sud) per la scarsa disponibilità idrica, l’inerbimento toglierebbe ancora di più disponibilità idrica.
Lungo la fila: diserbo o lavorazioni meccaniche. Il diserbo si limita con pacciamatura o lavorazioni
Pacciamatura: poco diffusa, richiede macchine particolari o trincia a scarico laterale. Paglia: tiene pulito il terreno dalle infestanti.
Avversità
Peronospora e oidio producono i danni maggiori!
Flavescenza dorata, marciume acido, muffa grigia (dipende dalle varietà)
• Tignole: ambiguella e botrana- danni su produzione
• Cimice asiatica
• Tripidi: si nutrono della linfa nei giovani impianti
• Scafoideus: (flavescenza dorata) trattamento obbligatorio! Gli insetti vivono nel legno, migrano nei grappoli e nelle foglie. Sottraggono la linfa, producono melata.
• Peronospora: macchia d’olio su pagina superiore, muffa bianca su quella inferiore. Danni su tutta la pianta. Provocata da umidità. Controllo con poltiglia bordolese
• Oidio: efflorescenza biancastra. Riduce la produzione. Eccesso caldo asciutto. Cultivar resistenti e zolfo in polvere
• Botrite: macchie brune su tralci e foglie, acini con muffa. Riduce produzione. Umidità ed eccessi di azoto. Lotta con fungicidi ed evitare eccessi di azoto.
• Marciume acido: poco prima della raccolta. Grave e pericoloso in alcune varietà con grappoli compatti (pinot grigio e nero).
La ventilazione del grappolo è scarsa, la buccia è sottile e si rompe facilmente. Il mosto che esce è zuccherino, quindi richiama gli insetti perdite di produzione elevate.
Controllo: preventivo con concimazioni azotate equilibrate, evitare eccessi perché favoriscono la grandezza degli acini, quindi la buccia è più sottile e si può più facilmente rompere. Mantenere equilibrio vegetativo.
Se marciume si forma: trattamento con solfobentonite, contiene zolfo che disinfetta il grappolo ed evita la diffusione della drosofila. Crea ambiente asettico e contiene bentonite  assorbe umidità del grappolo.
• Mal dell’esca: può sterminare un vigneto in pochi anni. Le piante smettono di produrre, vegetano poco e sono presenti fenditure sul tronco e cordone permanente.
Prevenzione: disinfezione piante (con Sali d’ammonio che devitalizzano i patogeni), si trasmette da pianta a pianta.
Fitofagi
• Cicalina verde: foglie ingiallite o necrosi. Sottrazione linfa e minor tenore zuccherino
• Tignola (Eupocelia ambiguella): acini svuotati, riduzione quantità e qualità, marciumi
• Tignoletta (Lobesia botrana): fiori avvolti da filamenti, presenza larve su acini. Conseguenze negative su produzione.
Raccolta
Meccanizzata
Indici per la raccolta: si dovrebbe sempre controllare il grado zuccherino, dopo essere salito al suo massimo, quando resta costante si raccoglie, MA all’interno dello stesso vigneto della stessa pianta e dello stesso grappolo, il grado zuccherino è diverso.
Il pH non deve essere troppo basso perché c’è difficoltà di fermentazione.
L’acidità è inversamente proporzionale al contenuto zuccherino. Più arriva a maturazione, meno acidità ci sarà
Più zucchero c’è, più rischio di muffa grigia e marciume acido ci sarà.
Sovramaturazione: superamento del momento ideale di raccolta per aumentare i polifenoli e tannini e avere colore più intenso.


Inerbimento: maggior portanza, interventi tempestivi, limita erosione. Maggiori fertilizzazioni e irrigazioni, rischio di gelate tardive
Lavorazioni meccaniche: ridotte richieste d’acqua, aerazione del terreno, approfondimento radicale. Più erosione, danneggiamento apparato epigeo e ipogeo, meno portanza del terreno.
Pacciamatura: migliore struttura, meno erosione. Costi elevati e possibili gelate tardive
Diserbo chimico: meno concorrenza acqua ed elementi, meno umidità alla base. Impatti ambientali, rischio fitotossicità, riduzione fertilità del terreno.

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