Istituto Tecnico Agrario Statale “A. Trentin” di Lonigo
Modello previsionale matematico per la Lobesia botrana
di
Rigotto Mattia
Classe 5°C
Anno scolastico 2006-2007
Esame di Stato
Indice
- Introduzione e obiettivi pag. 3
- Lobesia botrana: cenni biologici pag. 5. Identificazione, danni, ciclo biologico, lotta
- Generalità dei modelli previsionali pag. 11
- Aspetti meteorologici pag. 15
- Modello MRV – Lobesia pag. 16
- Conclusioni pag. 21
- Bibliografia pag. 22
Introduzione e obiettivi
L’esposizione del modello previsionale della Lobesia botrana, come argomento di questa tesina, è stata scelta con determinati obiettivi.
La problematica dell’inquinamento del suolo, con tutti gli aspetti negativi correlati, è riscontrabile anche nei terreni agricoli adibiti alla coltivazione di colture erbacee e di specie arboree da frutto. Il motivo è soprattutto l’uso indiscriminato di sostanze chimiche utilizzate nella lotta contro i patogeni e nella difesa dalle malattie.
Di conseguenza, per limitare sia le elevate spese di distribuzione dei prodotti, sia il negativo impatto ambientale, bisogna impostare opportuni e corretti programmi di difesa, suddivisibili in 4 tipologie:
- Utilizzo di varietà resistenti o tolleranti alle malattie e/o utilizzo di anticrittogamici ammessi nei regolamenti della Comunità Europea;
- Valutazioni previsionali empiriche – Queste valutazioni sono relative ai patogeni e si concentrano sull’influenza che l’andamento climatico esercita sull’evoluzione della maggior parte delle malattie (come moniliosi o botrite). Sono molto utili per la razionalizzazione dei trattamenti con il conseguente risparmio nell’acquisto dei prodotti;
- Accertamento dei sintomi delle malattie – Questa strategia è significativamente importante per la riduzione dei trattamenti cautelativi. Lo sviluppo di tale strategia è condizionato, però, dalla disponibilità di anticrittogamici endoterapici e dalle soglie di intervento che consentono un’ulteriore ottimizzazione dei programmi di difesa;
- Modelli previsionali – Sono strategie che si basano su considerazioni e calcoli impostati soprattutto sull’analisi combinata della sensibilità fenologica (stadio fenologico del patogeno) e degli eventi meteo-climatici necessari per la manifestazione dell’infezione o il successivo sviluppo. I modelli previsionali utilizzabili sono di diverso tipo, alcuni in grado di stimare il livello di rischio e altri il momento ottimale per l’esecuzione del trattamento di lotta. Alcuni esempi sono le “Tabelle di Mills” per la ticchiolatura del melo e la “Regola dei Tre Dieci” per la peronospora della vite.
Come si capisce dagli ultimi tre programmi di difesa, lo scopo principale è l’individuazione del momento più opportuno per eseguire un trattamento o un campionamento in campo. Inoltre un sistema di previsione e avvertimento sullo sviluppo dell’infezione da parte dei parassiti orienta la difesa fitosanitaria nelle fasi in cui i parassiti sono più vulnerabili e aumenta complessivamente il numero delle aziende servite dai programmi regionali di assistenza tecnica per la produzione integrata, senza aumentare eccessivamente il numero dei tecnici impegnati e mantenendo alta e adeguata la qualità dei consigli forniti.
In special modo, i modelli previsionali, basati su argomenti di Matematica, simulano l’evoluzione di una popolazione di insetti indipendentemente dal numero di individui presenti in campo.
Questo individua giorno per giorno la proporzione di individui nei diversi stadi fenologici e la previsione della loro evoluzione nel tempo, in relazione a dati meteorologici previsti. Tali informazioni permettono di individuare il momento migliore per eseguire un trattamento.
Al contrario, per sapere se l’infestazione già in atto ha raggiunto livelli tali da rendere indispensabile l’intervento, occorre fare riferimento alle trappole a feromoni o ad altri tipi di campionamento.
In pratica per impostare la difesa dal fitofago è necessario:
- Verificare attraverso rilievi aziendali il superamento della soglia d’intervento;
- Eseguire la simulazione del modello sulla base dei dati di temperatura della zona interessata;
- Considerare i risultati della simulazione e in particolare la presenza (espressa in percentuale) dello stadio sensibile al trattamento;
- Valutare il prodotto che si intende utilizzare in base al meccanismo d’azione, al grado di efficacia e al tempo di carenza.
Nei successivi paragrafi, verranno esposte le considerazioni sui Modelli Previsionali, con riferimento specifico al modello utilizzato per la Lobesia botrana. Questa scelta è stata effettuata perché questo lepidottero fitofago della vite, se non controllato, può causare notevoli danni alla produzione enologica, compromettendo anche notevolmente gli introiti delle aziende viticole.
Lobesia botrana: cenni biologici
Identificazione
Classe: Insetti
Ordine: Lepidotteri
Famiglia: Tortricidi
Specie: Lobesia botrana
La Tignoletta della vite è un insetto diffuso in tutta Italia ma soprattutto nelle regioni centro-meridionali più calde; è tra gli insetti più pericolosi che attaccano la vite. Le piante ospiti sono diverse specie e varietà di vite, ribes ed altre piante spontanee marginali ai vigneti.
La farfalla, le cui dimensioni sono circa 10-12 mm di apertura alare, è di colore grigio variegato di giallo-brunastro e di azzurro: la livrea quindi è intensamente marmorizzata.
Le larve (9-10 mm di lunghezza) alle prime età sono color ocra-nocciola con il capo scuro, poi il corpo diviene più scuro verde-brunastro e il capo diviene più chiaro.
Il primo volo degli adulti di Lobesia botrana inizia ai primi di aprile e si protrae per circa 45 giorni. La massima presenza di adulti (picco) si osserva tra aprile e maggio.
I fattori climatici sono molto importanti sul controllo delle popolazioni di Lobesia, infatti le alte temperature estive e i bassi valori di umidità dell’aria possono ridurre notevolmente le infestazioni. Le popolazioni di Tignoletta risultano più abbondanti nei vigneti allevati a tendone rispetto a quelli allevati a spalliera e ad alberello, proprio a causa della più elevata umidità e relativamente più bassa temperatura.
Gli adulti volano al crepuscolo e sono favoriti da temperature superiori ai 15°C, con un ottimo fissato a 25°.
Alla temperatura di 15°C, quasi sempre dopo il tramonto, possono avvenire accoppiamenti e circa 24 ore dopo la fecondazione avvengono le ovideposizioni.
La durata degli stadi fenologici della Lobesia botrana dipende notevolmente dalla temperatura ed è massima a 14°C: 20 giorni per lo sviluppo delle uova, 60 per le larve e 70 per le crisalidi. La durata di sviluppo ottimale alla temperatura di 25°C dello stadio embrionale si riduce a 4,5-5 giorni, per lo sviluppo larvale è di circa 18 giorni, mentre per le crisalidi è di 7-8 giorni. Al di sotto di 14°C lo sviluppo si ferma, mentre la mortalità è crescente a valori superiori ai 25°C e particolarmente elevata oltre i 35°C sino a divenire totale nel volgere di poco tempo a questi valori di temperatura. La sopravvivenza diminuisce rapidamente per valori decrescenti al di sotto di 14°C sino a divenire totale attorno ai 10°C. Infatti, la mortalità, in termini di percentuale, è massima a temperature inferiori ai 10°C o superiori ai 35°C per qualsiasi stadio fenologico.
Danni
Il danno è determinato dall’attività trofica dello stadio larvale.
Le larve della prima generazione attaccano i grappolini fiorali (generazione antofaga), si nutrono dei singoli bottoni fiorali, distruggendoli e costruendo anche dei nidi sericei, visibili nella parte interna del grappolo; questa generazione non è molto dannosa sia perché il danno ai singoli fiori è sopportabile (per alcune varietà a grappolo serrato potrebbe anche essere un vantaggio), sia perché l’attacco generalmente non è mai massiccio. I danni ai bottoni fiorali, generalmente non sono particolarmente gravi grazie alla capacità del grappolo di compensarli con una maggiore allegagione.
Le larve della seconda generazione sono più pericolose perché si nutrono degli acini (generazione carpofaga) entrandovi, svuotandoli e dissecandoli. Attaccano gli acini a partire da giugno-luglio, quando sono ancora acerbi o appena allegati, e possono causare sia perdite in peso sia danni qualitativi dovuti alla diffusione di marciumi. L’attacco è evidente in quanto gli acini avvizziscono ed imbruniscono; si notano i fori di entrata o di uscita ed eventualmente anche le larve che si riparano in ricoveri sericei biancastri, più o meno lassi, costruiti all’interno del grappolo. In alcune regioni settentrionali si hanno solo 2 generazioni, ma nella maggior parte dei casi la Lobesia compie anche una terza generazione; anche queste larve attaccano gli acini.
In questi casi la generazione avviene a fine estate, a partire da circa metà agosto ed è ancora attiva in vendemmia, quando gli acini sono in fase di maturazione, e si presenta ancora più pericolosa per le complicanze di natura fungina (Botrite e Marciume acido) che si possono instaurare sulle ferite provocate dalle larve.
Ciclo biologico
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La tesina presenta il modello previsionale a ritardo variabile per il fitofago più dannoso della coltura della vite; vengono inoltre presentati i dati biologici della Lobesia e le caratteristiche generali dei modelli previsionali basati su elementi matematici.
Materie trattate: Matematica, Biologia applicata, Ecologia applicata, Agroecologia.