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I vini aromatizzati


Sono vini speciali, normati dal Reg. UE n. 251 del 2014, ottenuti partendo da un vino-base bianco neutro, di titolo alcolometrico non inferiore a 10% vol. A questo vino-base, opportunamente decolorato e stabilizzato, vengono addizionati diversi componenti che ne arricchiranno il titolo alcolometrico, la concentrazione zuccherina e il corredo aromatico.
L'alcol etilico puro (o acquavite) aumenta il titolo alcolometrico; lo zucchero determina una maggior sensazione di dolcezza, rinforza gli aromi e attenua parzialmente il sapore amaro determinato da alcune erbe; gli estratti e le infusioni di erbe caratterizzano il profumo. le erbe e le spezie più comunemente impiegate sono la salvia, l’artemisia, il rosmarino, la cannella, il timo, l’origano, il coriandolo, il rabarbaro, la china, la corteccia di arancio e l’assenzio. Realizzata la miscelazione dei diversi ingredienti, il prodotto deve essere stabilizzato e illividito e, dopo pochi mesi, imbottigliato. Il vino aromatizzato più famoso in Italia è il Vermouth, il cui gusto caratteristico è ottenuto mediante l’impiego di erbe aromatiche del genere Artemisia. Il Vermouth secco o dry deve contenere più del 70% di vino-base. Il titolo alcolometrico deve essere superiore ai 18% vol. e il residuo zuccherino deve essere inferiore al 4%. Per tutti gli altri Vermouth, più dolci del precedente, il residuo zuccherino deve superare il 14%, deve contenere più del 75% di vino-base e il titolo alcolometrico deve essere superiore ai 16% vol. Per alcuni tipi di Vermouth si ricorre all’aggiunta di caramello per dare una colorazione ambrata e più scura al prodotto. Altri vini aromatizzati sono il vino di china, i vini aromatizzati all’uovo, la sangria, il bitter soda.
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