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I rapporti di predazione e di parassitismo


I consumatori primari (gli animali erbivori) che vivono a spese delle piante, nutrendosi di parte del loro corpo o sfruttando le sostanze da loro elaborate, instaurano con le stesse piante dei rapporti chiamati, a seconda del modo in cui si verificano, di predazione o di parassitismo. La predazione si verfica quando gli individui di una popolazione si nutrono a spese di quelli di un’altra popolazione. Tutti gli animali sono perciò, secondo questa definizione, dei predatori, in quanto, essendo eterotrofi e alimentandosi per ingestione, si nutrono di parti di altri organismi. Il predatore è l’unico a trarre vantaggio da questo rapporto, mentre la preda, quando non viene uccisa, subisce comunque un danno notevole. Il parassitismo, anche se come nel caso della predazione solo uno degli individui trae vantaggio a spese dell’altro. È in realtà un tipo di simbiosi, cioè una interazione biologica tra due organismi che vivono in stretto contatto e per lunghi periodi, in cui una specie, chiamata parassita, ricava nutrimento e/o protezione a spese di un’altra specie, detta ospite, che non ricava alcun vantaggio da questo rapporto, ma ne subisce invece un danno. Tra parassita e ospite si instaura quindi un rapporto di tipo alimentare, per cui il primo vive a carico del secondo, sottraendogli le sostanze nutritive di cui necessita e provocando quindi dei danni all’ospite, che si manifestano attraverso una “malattia”.
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