Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il suolo è lo strato superficiale della crosta terrestre, formato dall'alterazione delle rocce attraverso processi fisici, chimici e biologici, noti come pedogenesi.
  • Il substrato pedogenetico, che può essere autoctono o alloctono, è il primo stadio nella formazione del suolo e viene influenzato da fattori come acqua, vento e ghiacciai.
  • I substrati autoctoni sono generalmente poco fertili e caratterizzati da una composizione mineralogica semplice, mentre gli alloctoni tendono a essere più complessi e fertili.
  • I substrati alloctoni si suddividono in diverse categorie in base all'agente di trasporto, come alluvionali, morenici, eolici, marini e colluviali.
  • I terreni derivati da substrati alloctoni sono più spessi e complessi, il che contribuisce alla loro maggiore fertilità rispetto a quelli derivati da substrati autoctoni.

Il suolo, o terreno, è lo strato superficiale, di spessore variabile, che ricopre una parte della crosta terrestre. Il suolo è il risultato dell’alterazione delle rocce operata da agenti fisici, chimici e biologici. Questo processo di formazione del suolo è chiamato pedogenesi.

Indice

  1. Formazione del terreno
  2. Tipi di substrati alloctoni
  3. Caratteristiche dei terreni alloctoni

Formazione del terreno

In un primo momento, dall’alterazione delle rocce si forma un substrato costituito principalmente da frammenti di roccia, più o meno grossolani, chiamato substrato pedogenetico. Successivamente, quando l’attività biologica diventa più intensa e inizia l’accumulo di sostanza organica deriva dai residui di microrganismi vegetali e animali, si forma il terreno vero e proprio.
Il substrato pedogenetico può rimanere sulla roccia madre da cui ha preso origine oppure può essere rimosso e trasportato a distanza da agenti quali l’acqua, il vento, il movimento dei ghiacciai, la forza di gravità. I substrati pedogenetici rimasti in loco si chiamano autoctoni, quelli trasportati a distanza si chiamano alloctoni.

I terreni che derivano da substrati autoctoni sono generalmente poco fertili, in quanto presentano una composizione mineralogica molto semplice (con possibili carenze di alcuni elementi chimici essenziali per le piante), e sono spesso poco profondi.

Tipi di substrati alloctoni

I substrati alloctoni sono classificati in funzione dell’agente di trasporto (sebbene possano essere trasportati da più di un agente), distinguiamo quindi:

• Substrati alluvionali, formati da materiali detritici trasportati dai torrenti e dai fiumi. I differenti materiali trasportati dall’acqua si depositano lungo il corso di un fiume in base alle loro dimensioni (vedi Granulometria). Prima si depositano le parti più grossolane (ciottoli, ghiaia e sabbia grossa) quindi la sabbia fine e il limo e, nel tratto finale, l’argille. La Pianura Padana, come la maggior parte delle pianure italiane, è di origine alluvionale;

• Substrati morenici, formati da detriti trasportati dal movimento alterno di avanzamento e ritiro dei ghiacciai. Sono costituiti da materiali grossolani (pietre, ghiaia e sabbia grossa). Le aree italiane interessate dai più vasti substrati morenici sono quelle a sud dei laghi di origine glaciale (lago di Garda, lago Maggiore, lago di Como e lago d’Iseo);

• Substrati eolici, formati per deposito di materiali trasportati dal vento, come la sabbia dei deserti o delle dune costiere, le ceneri vulcaniche e i loess; questi substrati sono poco diffusi in Italia;

• Substrati marini, cioè depositi, generalmente sabbiosi, trasportati dalle correnti marine e dal moto ondoso del mare. I polders olandesi, per esempio, sono substrati marini sui quali l’uomo è intervenuto prosciugandoli per renderli coltivabili;

• Substrati colluviali, ovvero depositi detritici che si accumulano ai piedi dei rilievi montuosi sotto forma di falde detritiche e conoidi di deiezione (ghiaioni). I materiali colluviali sono per lo più grossolani e di scarsa fertilità.

Caratteristiche dei terreni alloctoni

I terreni che derivano da substrati alloctoni presentano una composizione mineralogica più complessa e hanno generalmente uno spessore maggiore rispetto ai terreni che derivano da substrati autoctoni.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il processo attraverso il quale si forma il suolo?
  2. Il suolo si forma attraverso un processo chiamato pedogenesi, che implica l'alterazione delle rocce da parte di agenti fisici, chimici e biologici.

  3. Qual è la differenza tra substrati autoctoni e alloctoni?
  4. I substrati autoctoni rimangono sulla roccia madre e sono generalmente poco fertili, mentre i substrati alloctoni sono trasportati da agenti come acqua e vento e presentano una composizione mineralogica più complessa.

  5. Quali sono i principali tipi di substrati alloctoni?
  6. I principali tipi di substrati alloctoni includono substrati alluvionali, morenici, eolici, marini e colluviali, ciascuno formato da diversi agenti di trasporto.

  7. Quali caratteristiche presentano i terreni derivanti da substrati alloctoni?
  8. I terreni derivanti da substrati alloctoni hanno una composizione mineralogica più complessa e uno spessore maggiore rispetto a quelli derivanti da substrati autoctoni.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community