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Meccanismi di resistenza delle piante ai patogeni


L’insorgere di una malattia, ovvero il verificarsi di danni anatomici e/o fisiologici in seguito all’intervento di un fattore di patogenesi, viene condizionato essenzialmente da tre fattori.
La virulenza del patogeno, che è proporzionale alla sua aggressività. La virulenza può essere considerata la misura della patogenicità di un parassita.
Le condizioni ambientali in cui si verifica il processo di patogenesi (fattori ecologici).
La sensibilità della pianta, ovvero la sua ricettività nei confronti del patogeno.
La sensibilità dipende essenzialmente dalla maggiore o minore capacità che possiede la pianta stessa di resistere all’attacco del patogeno. Il concetto di sensibilità è quindi opposto a quello di resistenza; mentre la prima può essere considerata la misura della predisposizione della pianta a subire l’attacco del patogeno, la seconda rappresenta la misura dell’immunità che la pianta stessa ha sviluppato nei confronti dell’agente della malattia. La virulenza del patogeno e la resistenza della pianta sono strettamente correlate tra loro. Non si può infatti parlare di resistenza “assoluta” di una pianta a un patogeno, ma soltanto di un certo grado di resistenza in relazione alla virulenza del patogeno stesso. Si possono quindi verificare tre casi, cos schematizzabili: virulenza > resistenza → malattia (prevale la sensibilità); virulenza = resistenza → simbiosi mutualistica; virulenza < resistenza → resistenza (prevale l’immunità).
I meccanismi di difesa che le piante hanno elaborato per resistere agli attacchi dei loro nemici naturali sono molteplici. I principali sono la resistenza sulla soglia e la resistenza biochimica, di seguito descritti.
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