Ominide 11270 punti

Le funzioni della foglia


La foglia è sede di importanti processi come la fotosintesi, la respirazione e la traspirazione.

La traspirazione è l’uscita di vapore acqueo dalla pianta, si distinguono tre tipi di traspirazione: stomatica, lenticellare e cuticolare.

La traspirazione stomatica è senz’altro quella più importante (il 90% dell’acqua viene perso in questo modo). L’evaporazione dell’acqua avviene a livello del mesofillo lacunoso, il vapore si raccoglie negli spazi intercellulari, diffonde nella camera sottostomatica e infine esce dalla rima stomatica. Se lo stoma è chiuso (perché la traspirazione eccede la capacità di assorbimento di acqua delle radici) viene raggiunta la saturazione di vapore negli spazi intercellulari e la traspirazione si ferma.
La traspirazione lenticellare avviene attraverso le lenticelle, aperture non regolabili presenti nel sughero della corteccia.

La traspirazione cuticolare consiste nella perdita di acqua attraverso la cuticola, generalmente in piccole quantità.
Le principali funzioni della traspirazione sono quelle di permettere la risalita della linfa grezza nei vasi legnosi e l’assorbimento radicale e quella di consentire la regolazione termica: l’acqua evaporando asporta calore impedendo un eccessivo riscaldamento delle parti aree delle piante.
Numerosi fattori influenzano l’intensità della traspirazione, i più importanti sono la temperatura, l’umidità relativa dell’aria, la presenza di vento e la disponibilità idrica del terreno. La quantità di acqua traspirata dalle piante è comunque elevate. Si pensì che una coltura di mais nei momenti di maggiore intensità (metà luglio) traspira fino a 7-8 mm di acqua al giorno, pari a 7-8 litri per metro quadro al giorno, mentre una pianta di melo fino a 30-40 litri al giorno.
È molto importante che la traspirazione avvenga normalmente e che assicuri un adeguato rifornimento idrico alle piante. In condizioni di mancanza d’acqua gli stomi si chiudono, allo scopo di limitare la traspirazione, ma questo comporta anche l’interruzione degli scambi gassosi, tra cui quello di anidride carbonica che, se viene a mancare, interrompe la fotosintesi causando una diminuzione di produzione delle colture.
Nel caso di forte carenza idrica la pianta appassisce. L’appassimento è temporaneo se di breve durata; invece, se le condizioni di forte deficit idrico permangono più a lungo le cellule vegetali subiscono danni irrimediabili tali da portare alla morte della pianta. Distinguiamo quindi un punto di appassimento temporaneo e uno di appassimento permanente.

Come il fusto e le radici, anche le foglie possono avere forme diverse per svolgere funzioni differenti. Le più importanti modificazioni sono:
• i cotiledoni, foglie metamorfosate presenti nel seme che hanno lo scopo di immagazzinare sostanze di riserva che saranno poi utilizzate nelle prime fasi della germinazione, quando la plantula non è ancora autosufficiente;

• le spine, formazioni indurite e pungenti con funzione di difesa dagli erbivori; in alcune specie prendono origine dai rami e non dalle foglie;
• i cirri (o viticci fogliari), organi di presa che permettono alla pianta di aggrapparsi a sostegni o ad altre piante, come per esempio nel pisello e in altre piante rampicanti. In alcuni casi sono di origine caulinare (come la vite);
• le squame, che ricoprono le gemme sono chiamate perule;
• le brattee, che hanno generalmente il compito di proteggere l’infiorescenza. In alcuni casi hanno funzioni vessillifera (richiamano gli insetti pronubi per l’impollinazione del fiore).


Inserisci qui il titolo dell'appunto
Hai bisogno di aiuto in Agraria?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove