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La formazione degli orizzonti


Durante la formazione del terreno, oltre ai fenomeni di alterazione fisico-meccanica, chimica e biologica che abbiamo già analizzato, ne avvengono altri, come i processi di eluviazione e illuviazione.
L’eluviazione è l’asportazione operata dall’acqua di elementi chimici solubili (soprattutto ferro e alluminio) e argilla, da uno strato superficiale del suolo; l’illuviazione è l’accumulo di queste sosstanze in uno strato sottostante.

Sotto l’azione dei fattori climatici e per effetto dell’asportazione e dell’accumulo dei composti solubili, nel suolo si differenziano strati, chiamati orizzonti, di colore, aspetto e proprietà fisico-chimiche differenti. La successione di questi orizzonti costituisce il profilo del terreno.

Il profilo di un suolo naturale maturo, che ha raggiunto la sua massima differenziazione stratigrafica, presenta cinque orizzonti, indicati con le lettere O (orizzonte organico), A (orizzonte eluviale), B (orizzonte illuviale), C (substrato pedogenetico) e R (roccia).

Gli orizzonti O, A e B sono suddivisi a loro volta in sub-orizzonti.
Questa è la successione normale, ma esistono diverse sequenze di strati. Per esempio, gli orizzonti O e A possono mancare perché asportati dall’erosione (profilo BC). Oppure può mancare l’orizzonte B, come accade nei terreni di alta montagna (profilo OAC). Infine, nei climi aridi la risalita capillare dell’acqua può essere maggiore della percolazione e questo provoca un’inversione tra l’orizzonte A eluviale e l’orizzonte B illuviale (profilo OBAC).

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