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Fasi del processo di fitopatogenesi

Il processo infettivo comincia con l’inoculo, che è costituito da qualsiasi parte dell’agente fitopatogeno in grado di produrre una infezione: spore, conidi, sclerozi, frammenti di micelio, cellule batteriche, particelle virali, fitoplasmi. Le fonti di inoculo possono essere il campo stesso, appezzamenti più o meno vicini, attraverso piante malate (semi, organi di moltiplicazione), l’uso di utensili infetti. Il trasporto dell’inoculo può essere in genere passivo (vento, acqua) oppure attivo, come nel caso di animali che agiscono da vettori. La prima fase del processo di patogenesi è l’adesione dell’agente fitopatogeno all’ospite: i funghi e i batteri, una volta giunti a contatto con la superficie dell’ospite, possono produrre sostanze mucillaginose che favoriscono l’adesione; i virus e i fitoplasmi vengono invece veicolate direttamente dentro le cellule dell’ospite da un vettore. La fase successiva è la penetrazione dell’agente fitopatogeno all’interno dell’ospite, che può avvenire secondo diverse modalità:
diretta, quando l’agente fitopatogeno entra autonomamente nell’ospite;
indiretta, ossia mediata da vettori (afidi, cicaline, nematodi). La penetrazione può essere anche:
passiva, quando avviene attraverso aperture naturali (stomi, lenticelle), attraverso ferite o piccole lesione;
attiva, quando si verifica attraverso il tegumento intatto degli organi della pianta: il micelio di alcuni funghi è in grado di penetrare attivamente nelle cellule dell’ospite esercitando una pressione sulle loro pareti; altri funghi producono enzimi che sono in grado di attaccare le pareti cellulari.
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Fase successiva al processo di fitopatogenesi