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I diversi tipi di agrofarmaci


Secondo la norma, si possono classificare gli agrofarmaci in base allo scopo per il quale vengono venduti. Vengono perciò chiamati:
Anticrittogamici se controllano le crittogame (funghi e batteri); quasi tutti gli anticrittogamici controllano in realtà solo i funghi e per tale motivo vengono detti fungicidi;
Insetticidi se controllano gli insetti;
Acaricidi se controllano gli acari;
Nematocidi se controllano i nematodi, piccoli vermi cilindrici che vivono nel terreno;
Lumachicidi o molluschicidi se controllano chiocciole e limacce;
Rodenticidi se controllano i roditori (topi, ratti, arvicole);
Diserbanti o erbicidi se controllano le erbe infestanti;
Reppellenti se, con azione di repulsione, tengono lontani dai vegetali i loro nemici;
Fisiofarmaci se mirano a prevenire malattie di origine non parassitaria, come per esempio quelle che si manifestano sulla frutta durante le fasi di conservazione, o a favorire, come i cicatrizzanti, la chiusura delle ferite;
Fitoregolatori se influiscono sullo sviluppo delle piante regolandone tutte le funzioni, tra i fitoregolatori vi sono, per esempio, i nanizzanti (o brachizzanti), che rallentando lo sviluppo vegetativo mantengono un portamento compatto nelle piante trattate; i radicanti, che favoriscono l’emissione delle radici da talee erbacee o legnose; gli alleganti, che incrementano l’allegagione, cioè la formazione dei frutti, anticipando, a seconda dei casi, la fioritura o la maturazione dei frutti; i diradanti, che consentono di diradare i frutti senza intervenire manualmente, e altri ancora.
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