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Controllo fisico dei fitopatogeni


Il controllo fisico consiste nell’uso di tecniche che tendono a modificare i fattori fisici dell’ambiente per renderlo più idoneo alla vita delle piante coltivate e allo stesso tempo inospitale per i loro nemici naturali.
Sterilizzazione del terreno col calore: Come è già stato ricordato, la coltivazione prolungata delle stesse piante su un terreno porta a un accumulo progressivo dei loro nemici naturali; per eliminarli è possibile riscaldare il terreno insufflandovi vapore ad alta temperatura, attuando la così detta sterilizzazione. Si tratta comunque di un’operazione piuttosto costosa che può utilmente essere sostituita coprendo il terreno con teli di plastica trasparente; questa tecnica, che sfrutta l’effetto serra, prende il nome di solarizzazione.
Distruzione col fuoco di infezione o infestazione: Quando i focolai sono rappresentati da piante intere, è bene procedere alla loro distruzione col fuoco, soprattutto se si tratta di piante arboree; può essere il caso, per fare un esempio, di olmi colpiti dalla grafiosi o di platani affetti da cancro colorato, malattie nei confronti delle quali non esistono attualmente possibilità di cura.
Tra gli agrofarmaci vanno compresi anche i preparati a base di Bacillus thuringiensis, un batterio attivo contro vari tipi di insetti, diversi a seconda del ceppo batterico contenuto nella confezione. Il motivo per cui questi prodotti vengono considerati alla stessa stregua degli agrofarmaci sta nel fatto che l’azione insetticida è dovuta a una tossina prodotta dal batterio la quale, pur essendo di origine biologica, consente di attuare una vera e propria lotta chimica; analogamente il piretro, estratto dai fiori di alcune composite africane, non perde i suoi connotati di insetticida, tossicità compresa, per il solo fatto di essere di origine naturale.
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