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Conduzione agricola: forme

Dal punto di vista economico esistono diverse forme di condurre un fondo agricolo. Esse sono: la proprietà diretta, l’affitto, la mezzadria, le cooperative e i Consorzi agrari.
Si ha la proprietà diretta quando l’agricoltore è proprietario del terreno, delle opere fisse, cioè delle case e dei fienili, e del bestiame. Tuttavia si possono verificare due casi: se l’appezzamento di terreno è troppo grande o se l’azienda agraria è di dimensioni ridotte. Nel primo caso, l’opera diretta del proprietario è praticamente impossibile per cui quest’ultimo si limita all’amministrazione e alla sorveglianza. Il lavoro vero e proprio viene svolto dai salariati e in questo caso si parla di conduzione in economia con salariati. Nel secondo caso, l’agricoltore non è molto impegnato nell’opera di organizzazione e di amministrazione per cui egli può lavorare personalmente il terreno. In tal caso, egli prende il nome di coltivatore diretto.
Alcuni agricoltori possono preferire un investimento finalizzato all’acquisto di macchinari e di bestiame anziché acquisire il terreno da lavorare. Essi prendono il terreno in affitto che lo ha acquistato non per coltivarlo, ma semplicemente per investire le proprie , disponibilità finanziarie. Questo è il sistema di conduzione in affitto, un tempo molto diffuso in Lombardia, nelle medie e grandi aziende. L’agricoltore ha la possibilità, con un capitale relativamente limitato, di condurre un’ azienda molto più vasta di quella che potrebbe dirigere se dovesse destinare parte del capitale per acquistare anche il terreno. In questo caso, il fittabile, per usare il fondo, deve pagare al proprietario del terreno un compenso che prende il nome di canone di affitto.
Può succedere anche che un agricoltore con una famiglia molto numerosa possa disporre di una notevole capacità lavorativa, ma che, purtroppo, non disponga sempre di un capitale sufficiente tale da poter acquisire macchinari e bestiame per un’azienda sufficientemente grande da assorbire completamente il lavoro di tutta la famiglia. In tale caso, esso può associarsi ad un proprietario terriero per la conduzione di un podere a mezzadria. L’agricoltore, chiamato in questo caso “mezzadro” mette a disposizione tutto il lavoro manuale e utilizzando le sue disponibilità finanziarie acquista una parte, o al massimo il 50%, dei macchinari e del bestiame. Al momento del raccolto, il mezzadro ha diritto al 58% dei prodotti e il 42& spetta al proprietario. Questa forma di conduzione era molto diffusa soprattutto in Toscana, ma ormai è quasi del tutto scomparsa. Essa rappresentava un sistema di conduzione transitorio che di solito, nel tempo, si trasformava in affitto o in economia diretta.
Quando diversi agricoltori uniscono le loro forze di lavoro ed i loro capitali per condurre un’azienda agricola, si ha la conduzione in cooperativa. In Italia tale forma di conduzione non è molto diffusa mentre è molto frequente in Olanda e in Danimarca in cui il reddito agricolo, per questo è molto elevato.
Un’organizzazione affine alle cooperative sono i Consorzi Agrari, società a responsabilità limitata, a carattere provinciale. Oltre che all’incremento e al miglioramento della produzione agricola, essi si dedicano in special modo alle varie iniziative di carattere sociale e culturale che possono interessare gli agricoltori. Essi si occupano anche dell’acquisto e della vendita di macchinari e di concimi che possono essere di una certa utilità agli agricoltori stessi.
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