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Apparato radicale delle piante arboree


Le piante arboree hanno un apparato radicale sviluppato, efficiente e proporzionato alle esigenze nutritive ed l’apparato aereo. La maggior parte delle piante da frutto sono organismi bimembri, nei quali l’apparato aereo e l’apparato radicale, uniti al punto d’innesto, appartengono a due entità botaniche diverse, addirittura di differenti generi e/o specie, per esempio pero/cotogno, pesco/susino. Lo sviluppo delle radici e lo sviluppo della chioma sono strettamente correlati e danno luogo ad un ben definito rapporto chioma/radice (o apparato epigeo/apparato ipogeo). Le piante dotate di ampie chiome presentano sviluppati apparati radicali, così come le piante di limitata mole hanno radici proporzionali. In genere nelle piante arboree le radici rappresentano il 20% dell’intera pianta. Le radici si rinnovano con velocità maggiore o minore se esplorano nuovi strati di terreno. Il ricambio è più veloce per le radici piccole rispetto a quelle grossse: quantitativamente le radici che muoiono e vengono sostituite annualmente rappresentano alcune decine di quintali/ettaro di materia secca. Nello svilupparsi le radici vanno in profondità nei primi e più fertili strati del terreno e si allontanano dal tronco, espandendosi oltre la prpiezione della chioma. Nei frutteti, le radici non trovando competizione iniziale si sviluppano rapidamente, concorrono alla rapida formazione della pianta ed alla conseguente precoce entra in produzione.

Studio e controllo dell’apparato radicale


In passato, in particolare negli anni ’60 del secolo scorso, sono stati fatti numerosi dtudi sugli apparati radicali dei più importanti fruttiferi e della vite. I metodi d’indagine impiegati sono diversi, i più importanti sono: - carote di terreno: vengono prelevate sotto la chioma dela pianta per osservare e misurare le radici presenti. – monolito: metodo distruttivo, che si esegue scavando con pazienza una trincea attorno alla pianta, le radici si liberano dalla terra con getti d’acqua per poi verificarne posizione, tipo, numero, lunghezza, peso, ecc. – pareti di vetro: si scava una trincea, si posiziona a protezione un vetro per osservare le radici che si sviluppano in prossimità. – sostanze radioattive: si iniettano nel terreno e nella pianta e se ne segue il percorso, ottenendo informazioni sulla distribuzione e sul ritmo di attività delle radici.
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