Teorie della mente
Filosofia della mente « Facoltà di Lettere e Filosofia
Monisti neutri e funzionalisti
- Monisti neutri (James, Russell) dissolvono il conflitto tra il mentale e il fisico;
- Funzionalisti si attestano su una definizione non riduzionista degli stati mentali, anche se è compatibile.
Prospettive di ricerca
La scelta dei criteri di definizione dei processi mentali è strettamente correlata alla posizione assunta dai singoli studiosi. In questo senso, a partire dalla seconda metà del XX secolo – soprattutto in seguito allo sviluppo delle scienze cognitive – sono emerse nuove prospettive di indagine. Nel cognitivismo, la mente viene considerata un elaboratore di informazione, funzionalmente non molto dissimile dai computer.
I protagonisti nella coscienza e negli stati mentali
Gli autori - scienziati e filosofi - che attualmente si interessano al problema della coscienza e degli stati mentali includono:
- David Chalmers: uno dei principali sostenitori del materialismo eliminativo, che riconduce gli stati mentali a processi fisici nel cervello;
- Paul Churchland: rappresentante moderno del dualismo mente-corpo, rivisitato alla luce della meccanica quantistica;
- John Eccles: ha messo a fuoco il problema della coscienza, la natura del mentale e del fisico;
- Jerry Fodor: opponendosi all'analogia mente-computer, propone un modello modulare della mente;
- Marvin Minsky: propone un modello di mente costituito da un gran numero di "agenti" specializzati;
- Thomas Nagel: critica le pretese riduzionistiche di ricondurre gli stati mentali ai processi oggettivamente osservabili.
Teorie della mente: origini storiche
Il filosofo John Locke (1632-1704) distinse due qualità: primarie e secondarie. Il filosofo e matematico René Descartes sostenne l'esistenza di due realtà irriducibili.
Questa è un'anteprima a titolo informativo.
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