I media della comunicazione didattica
Sviluppo storico dei media didattici
Nel “secolo dei media” si preannunciava così la prima fase storica, che va grosso modo dagli anni Venti al secondo dopoguerra, e che vede lo sviluppo e il consolidamento di radio, cinema e televisione in quanto forme comunicative, tecnologiche, sociali, economiche ben differenziabili nelle loro autonomie specifiche. È stato ampiamente dimostrato che la comparsa di un nuovo medium non determina mai la scomparsa di un altro precedente, ed è ugualmente importante rilevare come nelle sue fasi mature radio, cinema e televisione hanno costretto elettricità, telegrafia, telefonia, fotografia, stampa, ecc. a riqualificarsi.
Nel 1936 Rudolf Arnheim scrive il saggio sull'estetica del linguaggio radiofonico, e l'Inghilterra dà vita al primo servizio pubblico regolare di televisione. Nel trentennio centrale del secolo (1925-1955), chiuso dalla stereofonia dopo l'introduzione dei dischi microsolco del 1950, le idee e le emozioni non sono più affidate alle relazioni interpersonali della comunicazione parlata e scritta, ma ai processi della produzione e del consumo di massa delle immagini e dei suoni. Si struttura e si impone il sistema delle comunicazioni di massa che, oltre al pubblico "vasto, eterogeneo e anonimo" a cui si rivolge, si caratterizza anche per la centralizzazione della trasmissione quasi sempre a distanza e quindi per l'unidirezionalità da una fonte emittente rispetto a tanti riceventi.
Primo impatto media-scuola
L'educazione e l'istruzione, fondate sulla relazione interpersonale insegnante-allievo, si aprono con entusiasmo ai media unidirezionali della comunicazione audio-visiva di massa. La città di St. Louis fu la prima, nel 1905, ad istituire un dipartimento di educazione all'immagine all'interno del suo sistema scolastico. Nel 1910, mentre a New York viene pubblicato il primo catalogo del film educativo con 1.065 titoli, John Adams teorizza la relazione concreto-astratto come caratteristica centrale dell'insegnamento visivo. Thomas Edison dichiara: “I libri saranno presto superati nelle nostre scuole. Gli scolari apprenderanno soprattutto attraverso i loro occhi.”
Nel 1932 erano nate già le prime Cineteche a servizio della scuola non solo in USA ma anche in Francia. L’Italia nel 1938 istruiva la Cineteca Autonoma per la Cinematografia Scolastica, dopo che il Ministero della Pubblica Istruzione aveva emanato specifiche circolari sulle proiezioni fisse e animate, affermando che "nessuna scuola dovrebbe essere priva di un buon cinematografo". Anche la radio scolastica, che aveva debuttato nel 1929 con l'Oblo School of the Air, si sviluppò in Europa e in USA a cavallo della seconda guerra mondiale. La radio scolastica cominciò a passare in seconda linea allorché la televisione educativa, che aveva fatto le sue prove dal 1932 al 1939 con le trasmissioni della State University of Iowa, si diffuse in tutti gli States.
Un impulso originale provenne dal Found for Advancement of Education con la televisione via cavo, sperimentata nella Contea di Washington dal 1956 e poi estesa in tutte le grandi città. Resto famoso il caso di Glasgow, dove sotto la direzione di W. Beaton, ex-segretario della Scottish Film Association, fu stesa una rete di cavi nelle condotte del vecchio sistema tranviario, collegando così oltre trecento scuole cittadine. Già nel 1919 erano state fondate a Washington e a New York rispettivamente la National Academy for Visual Instruction e l'American Educational Motion Picture Association. Così il Department of Visual Instruction della National Education Association (fondata nel 1923) muterà il suo nome nel 1947 in Department of Audiovisual Instruction che manterrà per oltre 25 anni.
Quando però nel 1956 in Italia sembra aprirsi una stagione innovativa con la nascita del Centro Nazionale Sussidi Audiovisivi e dei relativi Centri Provinciali, possiamo dire che si sta invece chiudendo un'epoca nel rapporto fra media ed educazione. Il fenomeno del cinema nell'insegnamento era stato studiato attraverso un corpus di ricerche pedagogiche sperimentali, i cui risultati pubblicati per l'appunto nel 1956 col titolo Instructional Film Research, definiscono dopo un quarantennio le linee educative e didattiche per un uso motivato ed efficace del film nei processi di insegnamento-apprendimento.
La nascita della tecnologia dell'istruzione
Con la pubblicazione nel 1954 dell’articolo di Skinner, The Science of Learning and the Art of Teaching, nasce la Tecnologia dell'Educazione e inizia la fase moderna della pedagogia "scientifica". Nel 1956 Bloom pubblica il primo volume sulla tassonomia degli obiettivi educativi nell'area cognitiva, al quale seguiranno quelli nelle aree affettiva e psicomotoria. L'istruzione programmata di Skinner, fondandosi sulle leggi dell'apprendimento di Thorndike e Watson e sulle "macchine per insegnare" di Pressey, anticipa culturalmente l'innovazione tecnologica del computer. E la ricerca psicologica e pedagogica sull'apprendimento, prima di ispirazione comportamentista e poi cognitivista, incrocia la ricerca tecnologica sul computer, preannunciata all'inizio degli anni 50 dagli studi cibernetici di Norbert Wiener e dalla "macchina per pensare" di Turing.
Per almeno un ventennio il computer, per la sua capacità di individualizzare interattivamente i processi di insegnamento-apprendimento, viene ritenuto il supermedium, protagonista della "rivoluzione dell'insegnamento", prima ancora di diventare agente principale del cambiamento tecnologico nel mondo della produzione e del lavoro. Gli anni 60 videro il dispiegarsi di una grande stagione di ricerca pedagogica e didattica incentrata sulla programmed learning, in particolare come rete interdisciplinare di "nuove scienze".
Le sigle anglofone (CAE - Computer Assisted Education e CAI - Computer Aided Instruction) e francofone (EAO - Enseignement Assisté par Ordinateur) con le quali si denominarono le esperienze di uso del computer nei sistemi scolastici e formativi, non rendono ragione dell'innovazione prodotta in tutto il mondo dagli studi, dalle ricerche empiriche e dalle proposte di Gagné, Mager, Briggs, Gilbert, Glaser, Detedine, Stolurow, Pask, Landa, Tyler, Frank, ecc. sulle teorie dell'apprendimento, sull'individualizzazione dell'insegnamento, sulla formazione delle abilità e delle competenze, sulla programmazione per obiettivi, sull'organizzazione del curricolo, sulla valutazione dei risultati.
Gli anni '60 e '70 videro la riflessione matura sul sistema complessivo dei media nell'educazione, in particolare di quelli audiovisivi, a partire dalle provocazioni di McLuhan, che tagliava nettamente con l'interpretazione sociologica delle comunicazioni di massa. Le rivoluzionarie tesi di McLuhan, ispirate a H. Innis, esaltarono i media come "protesi" fisiopsicologiche dell'uomo, determinanti nell'influenzare non solo le modalità percettive ma anche i modi di conoscere. I media “caldi” e “freddi” dominano così le differenti civiltà, per cui W. Ong può parlare di “ere” orale-aurale, alfabetico-guthemberghiana, elettrico-elettronica e R. Cloutier.
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